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Traghetti con amianto Si indaga in 4 procure

Roma. Amianto nelle cabine dell’equipaggio, amianto a ricoprire i tubi, amianto dietro le porte, amianto coperto da pannelli che sono in parte già staccati. Ancora oggi, su quattro traghetti della flotta Tirrenia costruiti nelgi anni ‘80 e in navigazione. La denuncia è dell’Osservatorio nazionale amianto che ha depositato denunce a Crotone, per la nave Flaminia ferma al porto, a Milano, a Latina e in altre procure. Quattro i traghetti esaminati: Clodia (Civitavecchia-Cagliari), Aurelia (Genova-Olbia), Nomentana (Napoli-Palermo) e, appunto, la Flaminia. «Siamo ancora all’inizio - ci dice l’avvocato Ezio Boinanni presidente dell’Osservatorio - ma stiamo organizzando anche la class action per i passeggeri che sono stati esposti».
L'inchiesta più recente è a Crotone
L’ultima inchiesta in ordine cronologico è della procura di Crotone, appena qualche giorno fa:  si indaga per l’esposizione dei marittimi, anche durante gli ultimi anni. Sul sito www.marittimiamianto.it il reportage video e fotografico dell’Osservatorio con le prove della presenza della fibra killer. Due interrogazioni parlamentari (nel 1996 da parte dell’on. Paolo Russo, Forza Italia, e qualche giorno fa da Dorina Bianchi, Pdl) non hanno ricevuto risposta. Metro ha chiesto una replica alla società Tirrenia che è in amministrazione straordinaria, ma nessuno ha mai risposto alle mail.
 
Zone bonificate
Sui traghetti Tirrenia , ci racconta l’Osservatorio, intorno al 2000 sono state attuate alcune bonifiche in zona passeggeri. «Andrebbe migliorata la manutenzione - specifica l’ing.Aiello che dell’Osservatorio è diventato il responsabile per il settore marittimo - ma certo non è che ci si ammala con un passaggio ponte o viaggiando per una notte. Le persone più a rischio sono i marittimi, anche perchè il loro settore è il più esposto».
 
“La storia di mio padre un aiuto per tutte le vittime”
Per mesi ha viaggiato sui traghetti della Tirrenia costruiti negli anni ‘80 e ancora in navigazione. Armato di macchina fotografica, di pazienza, e tanta rabbia. L’ing. Giovanni Aiello, palermitano, nel novembre 2010 ha perso suo padre per mesotelioma. Suo padre Pietro per 40 anni è stato marittimo in Tirrenia e adesso per la sua morte c’è una denuncia alla procura di Napoli. «Molti colleghi di mio padre sono sono morti, nessuno mai ci ha informato dei rischi. Ma è più pazzesco aver notato che l’amianto è ancora lì, e che anche i passeggeri sono in pericolo».
 
(Stefania Divertito)

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