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Il ritorno alla lira sarebbe un vero Armageddon

Milano. «L’allarme del numero uno dell’Fmi Christine Lagarde sui tre mesi di tempo per salvare l’euro, non deve essere preso alla lettera. Èpiù che altro una strategia per favorire il giusto clima»: la pensa così Andrea Boitani, docente di economia monetaria all’ Università Cattolica di Milano.
Secondo alcuni analisti, se tornassimo alla lira, ci riprenderemmo in pochi anni. Condivide?No, perché si tratta di un’ipotesi non contemplata dai trattati dell’eurozona. E per l’Italia mi sembra  improbabile.   Ma cosa accadrebbe ai nostri depositi bancari, ai mutui, se si tornasse alla lira? Per uscire dall’euro, dovremmo dichiarare default, cioè l’impossibilità di pagare i debiti. A questo punto, il governo non direbbe nulla  finché non si stampano le lire. Verrebbe quindi stabilito  il  cambio al valore pre-euro, che dopo poche ore si svaluterebbe di una buona percentuale. Con conseguenze enormi per il debito statale, che se fosse pagato in lire, darebbe vita a un vero e proprio taglio. Chi presterebbe più i soldi all’Italia? Sarebbe  un Armageddon.Cosa accadrebbe quindi a depositi bancari e mutui?Tutti svalutati. Nel caso dei mutui, sarebbe una boccata d’ossigeno per i  cittadini, visto che si ritroverebbero con i risparmi decurtati. Secondo lei  si può evitare?Sì, ma anche la Germania deve accettare di pagare un prezzo, visto che finora  con la crisi e lo spread Btp-Bund così alto, Stato e imprese tedesche si sono finanziate quasi a costo zero.
 
(Valeria Bobbi)

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