Meteo
 


Fatti&Storie

salvaciclisti 200 blogger all assalto di Monti

Torna a farsi sentire sul web il movimento #salvaiciclisti, con una nuova "critical mass digitale", la terza dall’inizio della campagna spontanea per la mobilità ciclistica. Oltre 200 blogger ciclisti hanno pubblicato contemporaneamente, oggi alle 12, un identico testo: e l’obiettivo stavolta è stato il presidente del Consiglio, Mario Monti, a cui i blogger ciclisti chiedono azioni concrete del governo per risolvere la vicenda dell’'infortunio in itinere nel caso si vada al lavoro in bicicletta, ancora oggi un diritto non riconosciuto dall’Inail.  "Nel nostro paese -è il testo messo a punto dagli attivisti- coloro che decidono di utilizzare la bici per recarsi al lavoro, si trovano a confrontarsi con una legislazione che, non solo non incentiva, ma addirittura penalizza chi utilizza questo mezzo di trasporto. In Italia, in caso di sinistro durante il percorso casa-lavoro effettuato in bicicletta, l’Inail riconosce al lavoratore lo status di infortunio in itinere purchè avvenga su piste ciclabili o su strade protette; in caso contrario, quando ci si immette in strade aperte al traffico bisognerà verificare se l`utilizzo era davvero necessario. "Mentre nel resto d’Europa l’uso della bicicletta  come mezzodi trasporto per recarsi al lavoro è sistematicamente incentivato e promosso, in Italia il lavoratore che decide di spostarsi senza inquinare e senza creare traffico, non solo non riceve alcun incentivo, ma deve farlo a proprio rischio e pericolo e senza tutele".  "Allo scopo di mettere fine a questo anacronismo è in corso una campagna promossa dalla Federazione italiana amici della bicicletta che chiede la modifica dell’art. 12 del D.Lgs. 38/2000 e di aggiungere al testo attuale la frase: 'L'uso della bicicletta è comunque coperto da assicurazione, anche nel caso di percorsi brevi o di possibile  utilizzo del mezzo pubblicò, esattamente come previsto per il lavoratore che si reca al lavoro a piedi. Chiediamo a lei -conclude ilmtesto-, al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e ai  presidenti di Camera e Senato di voler intervenire al più presto per  porre fine a questa discriminazione che non ha eguali in Europa e di  accogliere questa proposta di modifica legislativa". (Adnkronos)

Fatti&Storie