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Expo scontro Pisapia Formigoni sulle dimissioni

Scambi di fuoco serrato fra i due commissari, Pisapia dimissionario e Formigoni, il futuro di Expo  appeso a un incontro con il presidente del consiglio Monti, domanisera  in  città (visita già prevista).
Il primo a parlare è Formigoni, quasi come commissario generale:   «Coraggio Giuliano - ha esortato  il governatore - fai un gesto di coraggio e di responsabilità», cioè fai «un passo avanti» e conferma che «continuerai a fare il commissario straordinario di Expo, perché non è pensabile fare l'Expo di Milano senza il sindaco di Milano, lo capiscono anche i bambini».
Immediata e affilata la risposta del sindaco: «Formigoni o non capisce o non vuol capire, forse perché non sa cosa farà nel suo futuro politico. Ho ribadito più volte il mio massimo impegno per Expo 2015. Ma un conto è il ruolo di sindaco, un conto è quello di commissario straordinario». Formigoni a questo punto ha buttato acqua sul fuoco: «Non voglio polemizzare con le parole un tantino sgradevoli di Pisapia», e sarà il colloquio con Monti domani, dove Formigoni di nuovo chiederà un passo indietro a Pisapia e molti avanti al Governo, a definire il futuro commissario, o del suo ruolo.
Un ruolo chiave
Un ruolo necessario alla “macchina” Expo, come ribadito dall’ad di Expo Spa, Sala, che ieri ha anche dato un limite temporale all’attesa di un ripensamento  da parte di Pisapia o di una nuova nomina:   «Il grosso dei lavori (sul sito Expo, ndr) si attiveranno da agosto, quindi fino ad agosto tecnicamente il problema non si pone, ma entro agosto  dovrà essere risolto».  
(Metro)

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