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Basta segretezza su patti con Libia

Roma. «Nonostante le nostre rimostranze e quelle di altre Ong sul perdurare delle violazioni dei diritti umani in Libia, lo scorso 3 aprile il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri ha firmato un nuovo accordo con Tripoli per limitare il flusso dei migranti. I termini dell’accordo non sono stati mai resi noti. Un comunicato si è limitato a dare la notizia senza fornire dettagli sulle misure decise o denunciare la terribile situazione di migranti e rifugiati in quel Paese».
Rapporto “Sos Europe”
Va giù dura Amnesty International nel suo rapporto “Sos Europe” dedicato all’impatto dei controlli in materia d’immigrazione sui diritti umani. «Quando l’Italia ha stretto accordi con le nuove autorità - denuncia Amnesty - il governo sapeva, o avrebbe dovuto sapere, che in Libia migranti irregolari, rifugiati e richiedenti asilo sono soggetti a detenzioni arbitrarie e prolungate, oltre che a pestaggi. Ciò è di dominio pubblico: le violazioni continuano, sono ampiamente diffuse e in Libia non ci sono ancora norme per la determinazione dello status di rifugiato». Secondo Amnesty, quindi, l’intesa che ha dato alle autorità italiane il diritto di respingere i migranti e rispedirli in Libia «è in violazione della Convenzione europea sui diritti umani» e «va sospesa qualsiasi collaborazione con la Libia in materia di controllo dell’immigrazione, perché mancano le minime garanzie nei confronti delle libertà fondamentali».
 
La frase
“L’Italia, nella migliore delle ipotesi, ha ignorato la terribile situazione dei migranti. O, nella peggiore delle ipotesi, si è mostrata disponibile a passare sopra agli abusi dei diritti umani in nome del proprio tornaconto politico interno”.
Dal Rapporto di Amnesty International

Il numero
1.500 le persone (uomini, donne e bambini) annegate lo scorso anno nel Mediterraneo mentre cercavano di arrivare in Europa. Un bilancio «aggravato anche dai soccorsi ritardati».
 
Una Giornata per dire mai più respingimenti
Il 20 giugno si celebra la Giornata mondiale del rifugiato. ZaLab, con Open Society Foundations e Amnesty International Italia chiede che diventi quest’anno il giorno in cui l’Italia si impegni ufficialmente a non fare mai più respingimenti. Come racconta il film “Mare Chiuso” di Andrea Segre e Stefano Liberti, tra il 2009 e il 2010, in seguito al trattato di amicizia Italia-Libia del 2008 e in applicazione degli accordi tecnici del 2007, centinaia di migranti in fuga dal Nord Africa sono stati respinti senza essere identificati né avere accesso alla procedura di asilo. Molti erano in fuga da persecuzioni e guerre. Sono stati rimandati in Libia dove sono stati imprigionati, torturati e deportati dalla polizia di Gheddafi. Il 23 febbraio 2012 l’Italia è stata condannata per queste operazioni, ma ad oggi il Governo non si è ancora impegnato a non eseguire mai più respingimenti.
 
(Metro)

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