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Ultimatum del Psd Az a Cappellacci Cambia registro o ce ne andiamo

Sperava di archiviare in fretta la questione, invitando tutti a smetterla di «parlare di cose inutili come le nomine» e pensare invece alle cose importanti per la Sardegna e il suo sviluppo. Invece, evidentemente, per i consiglieri regionali sardi quella della nomine non è una questione nè inutile nè formale ma assolutamente sostanziale.
E così per il governatore Cappellacci, tornato sul banco degli imputati nell’assemblea di via Roma dopo esserne stato a lungo assente, è stata una giornata difficile. Costretto a schivare bordate pesanti dai consiglieri di opposizione, nonostante le dimissioni di Alessandro dalla Carbosulcis, ha dovuto poi subire la bordata finale, pesantissima dal Partito sardo d’Azione. Che, con il suo capogruppo Giacomo Sanna, è stato molto chiaro: o Cappellacci cambia registro, oppure i sardisti inizieranno un percorso politico in solitudine e autonomia. «C'è una squadra dove non c’è  spogliatoio e a volte c’è in panchina uno che non capisce niente.
C'è una fuga in corso e credo che meriti una considerazione, perché la maggioranza si deve preoccupare di ciò che sta accadendo», ha detto Sanna con l’assessore ai Trasporti Solinas emblematicamente seduto affianco a lui dopo aver lasciato vuoto la poltrona da assessore. Intanto, quel che resta del centrodestra ha blindato il governatore: Pdl, Riformatori, Udc, Fli e Mpa hanno presentato un ordine del giorno in cui si ribadisce la «piena fiducia all’azione del presidente e della Giunta». Senza i sardisti, il sostegno a Cappellacci passerebbe da 48 a 43 voti,  solo due in più della maggioranza dell’aula.
(Sara Panarelli)

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