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Europei L Italia si salva grazie a bomber Di Natale

Alla fine siamo usciti indenni (1-1) dal confronto con lo spauracchio Spagna. Anzi, il primo gol lo ha segnato l’Italia. Di Natale entrato da poco al posto di Balotelli, ha lasciato in surplace la difesa spagnola su splendido lancio di Pirlo e poi ha fulminato Casillas. Classico coniglio tirato fuori dal cappello del mago Prandelli in uno spettacolo dal titolo “catenaccio al cubo”. A proposito di SuperMario: ha ciccato la più clamorosa delle palle gol offertagli da una papera di Sergio Ramos, ma è riuscito a farsi anticipare  dallo stesso difensore mentre lui, in area, davanti al n°1 iberico,  stavo forse pensando di essere il migliore al mondo. Vedi a distrarsi. Per il resto la regale  Spagna, in campo senza attaccanti titolari,  ha prima pareggiato con Fabregas, poi ci ha preso a pallate. Nel calcio però contano i risultati e quindi in classifica marchiamo un punto prezioso. Del resto il vestito lo si fa con la stoffa a disposizione e quella di Prandelli non è solo stoffa fine. E il ct a fine gara indirettamente conferma la metafora: «Questa è l’Italia». Tradotto, coperti dietro e via con il contropiede. Tattica da non disprezzare visto che il Chelsea in Champions ha eliminato il fenomeno Barça e poi ha vinto la finale con il più classico modulo all’italiana. Insomma con questi uomini a disposizione è impensabile che l’Italia possa esprimere un gioco che non sia di rimessa, almeno con squadre blasonate e tecnicamente fortissime come appunto la Spagna.  Del Bosque ha anche cercato di vincere la partita rettificando il modulo dei cento passaggi e mandando in campo finalmente una punta vera, Torres, al posto dello sfinito Fabregas. Il platinato dei Blues ci ha fatto prendere qualche spavento, ma  non è riuscito a piegarci, in un’occasione grazie al miglior n°1 del mondo: Gigi Buffon. Ok anche De Rossi centrale, così così il filtro a centrocampo. Ma va bene, dai. (c.cr.)
 
BORGOROSSO F.C.
Un mezzo miracolo italiano
Mezzo miracolo, pensando che di fronte giostravano i Campioni del mondo, i quali nel secondo tempo ci hanno praticamente  nascosto la palla, sprecando – vero Torres? – ben oltre la vergogna. Ma fino a che siamo stati in partita niente male, e poi quel satanasso di Totò Di Natale, unico fuoriclasse azzurro insieme a Pirlo, ha pennellato una magia, spostando il corpo verso sinistra e accarezzando in porta di interno destro al giro il pallone dell’uno a zero. Di buono c’è il morale, finito sotto i piedi per la storiaccia delle scommesse. Adesso siamo (di nuovo) in corsa, perché l’idea d’essere spacciati a prescindere circolava parecchio intorno alla Nazionale. A fine partita, ottima la non-esaltazione di Prandelli. Per pensare in grande ci vuol altro, ma l’inizio ha almeno il sapore del buono.  (Michele Fusco)

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