Fatti&Storie

Sparatoria al Parco lambro subito a processo il vigile killer

Processo con rito immediato deciso ieri dal gip Maria Vicidomini   per Alessandro Amigoni, l'agente di polizia locale 36 enne che il 13 febbraio sparò durante un inseguimento di due persone, e uccise un cileno di 28 anni, Marcelo Gomez Cortes, disarmato. L’accusa per Amigoni, ex membro del nucleooperativo di Zona 1 ora smantellato, è di omicidio volontario. Il processo  potrebbe non iniziare  il 9 ottobre, poiché il legale  Giampiero Biancolella  avrebbe indicato al suo assistito la strada  del rito abbreviato, che prevede lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna.
La tesi della difesa  infatti è  che Amigoni quel pomeriggio al Parco Lambro sparò non contro i due (che scappavano perché uno senza documenti e la vittima perché con piccoli precedenti) da una distanza compresa tra i 15 e i 20 metri, solo a scopo intimidatorio. La perizia disposta dal pm, invece, ha accertato che il vigile avrebbe esploso il colpo da una distanza che va da un minimo «di 50 centimetri» a un massimo «di due metri e 80 centimetri», mentre il giovane correva. Il  proiettile ha colpito Gomez Cortes alla schiena e gli ha trapassato il cuore uscendo dal torace.
Una storia tragica che ha segnato famiglie coinvolte e città, e il corpo  dei ghisa. La decisione di smantellare i “corpi speciali”, nuclei di pronto intervento creati sotto l’egida dell’ex vicesindaco  De Corato, era nel programma elettorale di Pisapia; a metà febbraio ricevette la drammatica accelerata e ad aprile ha debuttato l’unità antiabusivismo al posto del Nucleo.
 
La vicenda
 
Marcelo e l’amico Alvaro Tomas Huerta Rios il 13 febbraio  in via Crescenzago fuggono dai vigili che li fermano tamponandoli; i due  scappano a piedi, il colpo,  Marcelo  a terra.
Amigoni dirà che si girò e puntò qualcosa, forse un’arma, mai trovata.
Marcelo fu ammanettato già a terra, moribondo.
(Metro)
 

Fatti&Storie