Meteo
 


Fatti&Storie

Il terremoto de L Aquila non ci ha insegnato a prevenire

«La parola d’ordine non deve essere previsione, ma prevenzione. Non riesco a capire perchè si focalizza il dibattito sulla nostra mancata capacità di prevedere dove e quando debba arrivare la prossima scossa». Gianvito Graziano è il presidente dell’Ordine nazionale dei geologi. Presidente, ma se non è prevedibile un fenomeno sismico, anche di tale intensità e a breve intervallo dall’altro, a che serve studiarlo?Noi sappiamo che nei prossimi cinquant’anni potrebbe arrivare un forte sisma più o meno in quell’area, verso gli Appennini. Ma potrebbe essere domani o tra cinquant’anni.Ieri le fabbriche avevano ricominciato a produrre, gli operai erano al lavoro. La maggior parte dei decessi è avvenuta lì. Se si fosse almeno detto che lo sciame sismico era ancora in atto...Qui purtroppo non si è trattato di una recrudescenza dello sciame sismico, ma di un nuovo terremoto. Vede, il tema non è la previsione del terremoto, ma la prevenzione dei danni. E devo ammettere che non abbiamo imparato nulla dall’Aquila.Cosa avremmo dovuto imparare?Facciamo un raffronto, non dico con l’abusato Giappone, ma con il Messico: lì un terremoto del sesto grado Richter non farebbe i danni che ha fatto qui. Si polemizza sulla mancata previsione e non si parla più dei necessari fascicoli di fabbricato, che contiene le informazioni sulla situazione progettuale, catastale, strutturale, impiantistica, e relativi atti autorizzativi.A chi spetta produrli?Al governo. Ma anche le Regioni potrebbero farli, e alcune li hanno predisposti. Mi spiega perchè per vendere casa è obbligatorio avere il certificato energetico e non il fascicolo? Almeno quelli pubblici dovrebbero averlo. Io spenderei volentieri 50 euro per sapere se la scuola di mia figlia regge a una scossa sismica. E se dall’Aquila non abbiamo imparato nulla, speriamo che lo faremo almeno dall’Emilia.
(Stefania Divertito)

Fatti&Storie