Meteo
 


Fatti&Storie

Il procuratore Di Martino Forse coinvolte le societ

L’unico a non aver visto niente di strano in quel pranzo a Genova fu il gestore dell’Osteria del Coccio, allora dipendente: «Fu un pranzo normale, tra battute e risate». Il pranzo avvenne il 10 maggio 2011 tra Domenico Criscito, Giuseppe Sculli, il pregiudicato bosniaco Altic e alcuni ultrà genovesi ed è finito al centro dell'inchiesta della procura di Cremona sul calcioscommesse. Il salto di qualità nell'inchiesta è arrivato: dei 19 provvedimenti emessi nella nuova tranche dell'indagine New Last Bet 14 sono ordinanze di custodia cautelare in carcere, 3 agli arresti domiciliari e 2 di obbligo di presentazione all'autorità giudiziaria: l'accusa è associazione per delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva. In carcere sono finiti Stefano Mauri, capitano della Lazio, Omar Milanetto, ex Genoa oggi del Padova. Tra gli indagati (circa 150) Criscito, il genoano Sculli, il presidente del Siena Massimo Mezzaroma e l’allenatore campione d’Italia Antonio Conte a cui è stata perquisita la casa. E in serata, ieri, un'altra bomba: tra gli indagati spicca il nome di Bobo Vieri.
Tra le partite interessate dalle combine anche quel Lazio Genova che cadeva subito dopo l’ormai famoso pranzo. «Non so se siamo all'inizio o alla fine, anche perchè se uno vuole può andare avanti all'infinito - sono le parole del procuratore capo di Cremona, Roberto Di Martino - sarà impossibile che questo procedimento possa andare avanti molto a lungo perchè il mio ufficio non è in grado più di reggere una tale mole di lavoro».
Criscito, addio CovercianoIeri mattina gli uomini della Polizia di Stato di Cremona, Brescia, Alessandria, Bologna e del Servizio Centrale Operativo hanno eseguito numerose perquisizioni in tutta Italia (anche a Coverciano, al ritiro della Nazionale, dove è stato recapitato l'avviso di garanzia  a Criscito) e all'estero, nei confronti di appartenenti ad una organizzazione transnazionale dedita alla combine di partite di calcio. Il coinvolgimento di Conte risale al periodo in cui era allenatore del Siena e alle dichiarazioni rilasciate dal calciatore Filippo Carobbio, che su Novara-Siena del 30 aprile 2011 aveva detto: «Conte ci rappresentò che potevamo stare tranquilli in quanto avevamo raggiunto l'accordo con il Novara per il pareggio». Anche l'ex calciatore del Milan, Kakha Kaladze, risulta coinvolto nell'inchiesta, ma si dice «estraneo ai fatti». Tra le partite di serie A e B manipolate la scorsa stagione da parte dell'organizzazione, ci sono Brescia-Lecce, Palermo-Bari, Lazio-Genoa, Lecce-Lazio e Novara-Siena.
Le parole del procuratoreGiri di soldi da far impallidire Calciopoli: Lecce-Lazio ha fatto muovere due milioni di euro in scommesse con 600 mila euro per corrompere i calciatori. E le partite sotto la lente di ingrandimento sono almeno 150, con alle spalle un’organizzazione criminale transnazionale. «Se si volesse si potrebbe andare avanti in eterno ma il personale è pochissimo». E poi la bomba: «Adesso bisognerà capire il coinvolgimento delle società». Ed eccolo il filone che si allarga, e che sommerge di fango il calcio italiano. «Anche altre società potrebbero essere coinvolte», dicono in procura.
Le telefonate sospette Emergono dalle carte della procura snche una serie di telefonate in cui Sculli «organizza una raccolta di denaro destinata ad alimentare le scommesse sulla partita Lazio Genoa», e parlando con Altic la parola “soldi” verrebbe sostituita dalle parole “documenti”, “orologio” e “assegni”.
(Stefania Divertito)

Fatti&Storie