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Per estirpare il cancro campionato fermo per un anno

Quando capì che non sarebbe riuscito a lottare in un mondo troppo sporco, Renato Miele decise di abbandonare. Ex giocatore della Lazio (nella foto, ritratto ai tempi in cui giocava), ex procuratore capo del Cip (Comitato Italiano Paralimpico, oggi Renato Miele è avvocato, ma non ha smesso di seguire il calcio. Che resta la sua passione.
«Giustizia sportiva e giustizia ordinaria? Una delle due sta sbagliando», è il suo giudizio.
Avvocato, lei ha seguito da vicino le vicende di Calciopoli, quella degli scandali del calcio è una vicenda ricorrente.Che non potrà mai essere estirpata.
In molti sostengono che la soluzione dovrebbe essere il potenziamento della giustizia sportiva.Può darsi. Ma io vorrei approfondire il ragionamento e mettere in evidenza una contraddizione importante, per nulla ottolineata.
Dica.Mauri oggi è stato arrestato giusto?
Certo.Un mese fa è stato ascoltato dalla giustizia sportiva che ha ricevuto le carte dalla procura di Cremona. Ora, delle due l’una: o le informazioni in mano ai procuratori della giustizia ordinaria erano forti già un mese fa e allora Mauri doveva essere arrestato allora, oppure no, e allora quelle carte diffuse contenevano informazioni riservate, di un’indagine così importante in corso, che non dovevano essere divulgate ma invece è stato fatto proprio il contrario in quanto la giustizia sportiva ha sentito Mauri e nel farlo ha necessariamente divulgato il contenuto di quelle carte. E Mauri avrebbe poi potuto parlarne con chiunque. E così i suoi avvocati, e le prove potrebbero essere state inquinate.
Insomma qual è la soluzione?La giustizia sportiva dovrebbe venire dopo quella ordinaria, è ulteriore rispetto ad essa, e dovrebbe intervenire quando le indagini della magistratura sono chiuse.
Sì però questo ragionamento si scontra con i tempi della giustizia. Per chiudere del tutto un’inchiesta come questa non basteranno due mesi.Appunto, arriviamo al cuore del problema. Come possono i giudici sportivi prendere delle decisioni adesso sul coinvolgimento delle squadre sul calcio scommesse, magari penalizzarne alcune, addirittura retrocederne altre, se l’inchiesta non è ancora chiusa?
Si potrebbero creare delle disparità.Certo.
Ci dica la sua soluzione.La dico, ma non è attuabile. Il campionato dovrebbe rimanere fermo un anno, durante il quale la giustizia dovrebbe compiere il proprio corso, fino in fondo, estirpare il veleno del nostro calcio. Altrimenti ogni anno avremo nuovi scandali, come un virus ricorrente.
(Stefania Divertito)

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