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Macao Vi raccontiamo lo scandalo di Palazzo Citterio

Un incontro nel quale è stato presentato un dossier dettagliato sugli sprechi che, negli anni, si sarebbero succeduti su Palazzo Citterio. Così il Collettivo Macao ha “inaugurato” ieri sera la nuova sede, Palazzo Citterio, appunto, occupato sabato scorso dopo 11 giorni di occupazione della Torre Galfa e cinque di presidio in via Galvani. «Abbiamo intenzione di mettere a nudo tutte le contraddizioni sul progetto Grande Brera», spiega Camilla, una delle portavoce dei Lavoratori dell’Arte, «ma un punto deve essere chiaro a tutti: non abbiamo intenzione di impedire i lavori di restauro. Anzi, noi vogliamo essere i garanti del fatto che tali lavori si facciano». Nella giornata di ieri, sono stati oltre 500 i ragazzi presenti alle attività del collettivo, che attualmente ha preso possesso del piano terra dell’immobile. «Gli architetti stanno mettendo in sicurezza gli altri piani», fa sapere Camilla.
Un palazzo simbolo
Palazzo Citterio, residenza nobiliare a Brera, abbandonato da anni, per Macao è un luogo simbolo: di proprietà del ministero dei Beni Culturali, da anni è oggetto di discussione perché destinato ad ospitare l’allargamento della Pinacoteca.   Un appello affinché venga presto liberato è comunque arrivato sia dalla sovraintendente e direttrice della Pinacoteca, Sandrina Bandera, sia dall’assessora alla Cultura Boeri.
Per oggi è in programma   la proiezione del film di Debord: “Guy Debord, son art et son temps” e una discussione cui interverranno Rinaldo Censi, Marco Scotini, Bert Theis e Tiziana Villani.   
(Andrea Sparaciari)

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