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Scuola al via i test Invalsi tra scioperi e polemiche

Roma. Sono iniziati oggi, con la prova di italiano per la seconda e quinta primaria, i test Invalsi che proseguiranno domani con la prova di Italiano e di Matematica e il Questionario studente per la classe prima della scuola secondaria di primo grado, e l'11 maggio con la prova di Matematica per la seconda e quinta primaria e il Questionario studente per la quinta primaria. Il 16 maggio, infine, è prevista la prova di Italiano e di Matematica e il Questionario studente per la classe seconda della scuola secondaria di secondo grado.
Prof sul piede di guerra
«Un successo il primo giorno di sciopero contro i demenziali e distruttivi quiz Invalsi». È il commento dei Cobas che hanno indetto la protesta, confermando la «replica» per domani alle medie e il 16 alle superiori. «Malgrado le minacce ai docenti e le menzogne diffuse da tanti presidi, su istigazione dei Signori Invalsi e degli ispettori del Miur - affermano i Cobas - nonostante siano state utilizzate contro la protesta anche due micro-sigle simil-Cobas, che dopo essersi aggregate in extremis alla nostra convocazione hanno revocato all'ultimo istante l'adesione consentendo a tanti presidi di annunciare trionfanti che lo sciopero Cobas era stato annullato, oggi decine di migliaia di docenti della scuola primaria e molti Ata hanno scioperato rifiutandosi di 'somministrarè i demenziali e distruttivi quiz Invalsi». «Ci arrivano però - denuncia il sindacato - da tante scuole notizie di docenti in sciopero sostituiti, di classi accorpate e ammassate: se le notizie saranno confermate, laddove verificheremo attività anti-sindacali da parte di presidi adoratori dell'Invalsi saremo obbligati a procedere per vie legali. Anche tanti genitori hanno tenuto a casa i bambini, ampliando la sacrosanta attività di boicottaggio degli indovinelli, che oltretutto dilapidano i già pochi soldi investiti nella scuola»
La difesa del ministro Profumo
Secondo il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, la valutazione «serve al Paese: l'Italia ha bisogno della valutazione perchè solo guardandosi allo specchio il Paese può migliorarsi. La carenza di cultura della valutazione ci sta penalizzando nei confronti internazionali». Profumo rivolge anche un invito agli insegnanti: «Solo attraverso una fotografia corretta e trasparente della situazione attuale possiamo cercare di migliorare la scuola. Per questo li invito a partecipare, anche contribuendo a migliorare il processo di valutazione con le loro osservazioni, fornendoci il loro feedback per avviare un processo migliorativo. Chiudersi non serve a nessuno».
 
(Metro)

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