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SCONTRO PER LE ELEZIONI LITE NAPOLITANO E GRILLO

Cambiare rotta. È la parola d’ordine che si fa strada nel Pdl all'indomani della batosta alle amministrative. Vertice serale a Palazzo Grazioli, con Berlusconi appena rientrato dai festeggiamenti russi per Putin e che ha lanciato la proposta di una federazione dei moderati: non un unico partito ma un insieme di soggetti uniti sotto un'unica forte e carismatica leadership. E ritorna il nome di Montezemolo. C’è poi l'ipotesi di una nuova squadra di quarantenni che potrebbe affiancare il segretario Angelino Alfano, costretto, nel pomeriggio, a rettificare le sconsolate dichiarazioni post-voto in un più tranquillizzante: «Pur senza sminuire il significato del messaggio che arriva dagli elettori, respingiamo con dati obiettivi la lettura catastrofica che alcuni media hanno voluto riferire al Pdl».
La lite in differitaIntanto è stato il presidente della Repubblica Napolitano a scatenare la polemica sminuendo con un commento il risultato dei grillini. Immediata la prisposta di Beppe Grillo con un post dal suo blog. «Boom di Grillo? Di boom ricordo solo quello degli anni Sessanta in Italia; altri boom non ne vedo», ha detto il Capo dello Stato. E Grillo di rimando:  “L’anno prossimo sarà nominato il successore di Napolitano, che potrà godersi il meritato riposo”.
I ballottaggiAnche Casini ha ammesso la debacle; l’unico ad esultare (grillini a parte) è il Pd: «Oggi i comuni, domani l’Italia», ha entusiasticamente affermato Bersani. Il tutto con un occhio ai ballottaggi.Infatti dei quattro capoluoghi di regione, tre, Genova, L'Aquila, e Palermo, vanno al ballottaggio. Per l’altro, Catanzaro, il risultato sarà effettivo non prima di venerdì. Dei 22 capoluoghi al voto in questa tornata elettorale, 6 hanno eletto il sindaco al primo turno, e ben 16 andranno al ballottaggio.
(Metro/Lapresse)

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