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Frattura alla neonata risarciti anche i genitori

Il danno risale a poco meno di 14 anni fa. Anna, nome di fantasia, nacque con un parto naturale ma durante le «necessarie manovre» del parto qualcosa è andato storto. Ad Anna fu rotta la clavicola sinistra e questo le ha provocato un’invalidità permanente del 12-13%. Per questo l’ospedale di Garbagnate ha già pagato  130 mila euro di danni alla piccola Anna. «Ma nulla finora era dovuto ai genitori - spiega l’avvocato Giuseppe Badolato, legale che ha assistito la coppia, oggi cinquantenne, nella causa di risarcimento danni per conto dell'associazione Tribunale per la tutela della salute - pur riconoscendo alla loro unica figlia un indennizzo per il danno biologico ed economico, ai genitori che per anni hanno fatto fronte alla pesante situazione psicologica della figlia, e loro, nulla». E perciò hanno fatto causa.
Genitori danneggiatiUna settimana fa il tribunale ha concesso ai genitori di Anna 20 mila euro a testa per danni morali (fra spese e onorari la cifra attesa è di circa 60 mila euro). Anna infatti per tre anni ha subito una «malattia temporanea traumatica» dovuta alle  lunghe terapie riabilitative che comunque non le hanno concesso - tutt’ora - di vivere come gli altri coetanei. «Niente giochi, niente sport, niente attività con i compagni di classe» spiega Badolato, senza specificare dove risiede la bimba, il legale  lascia immaginare che in città dove i piccoli hanno solo la scuola e i corsi pomeridiani per fare amicizia, Anna   si sentiva e viveva da “esclusa”.  
L'ospedale: “Evento frequente”Secondo l’ospedale di Garbagnate «la frattura della clavicola è un evento frequente al parto per via naturale, specie in neonati macrosomi, cioè con un peso elevato alla nascita - spiega Alberto  Martelli, direttore delle unità di Pediatria e Nido a Garbagnate   e Bollate - ma solo in un piccolo numero di casi (si verifica) una paralisi del plesso brachiale omolaterale», cio che è accaduto 14 anni fa nel caso di Anna, ed è quindi necessaria la lunga riabilitazione cui la piccola si è sottoposta. L’ospedale si è riservato di far sapere, forse già oggi,   se intende liquidare i danni ai genitori o procedere in altro modo.  
(Simona Mantovanini)

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