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Microcredito a Milano il 70 ci paga le bollette

Senza lavoro o neo imprenditori, il microcredito sta riempiendo i buchi che la crisi ha aperto nei bilanci delle famiglie milanesi. Oltre 350 le richieste di aiuto giunte alla Fondazione Welfare per il “Microcredito milanese”: un aiuto ai “non bancabili” per la casa, la famiglia, la salute, la riduzione di debiti pregressi, l’avvio di nuove imprese, le difficoltà economiche di attività commerciali.  
Ma il 69% delle domande riguarda il microcredito sociale, solo una su 3 (il 31%) il credito d’impresa con richieste fra i 17mila e i 20 mila euro. Fra coloro che hanno chiesto un aiuto “sociale” uno su 4 ha problemi con la casa (affitto, bollette, ristrutturazioni), il 23% per spese mediche, debiti vari e ben il 21% per vecchi debiti: solo il 6% chiede soldi per riqualificarsi professionalmente. Il 65% di chi si rivolge alla Fondazione Welfare, composta da Comune, Provincia, Camera di Commercio, sindacati e un pool di banche, è italiano, il 55% uomini. Le richieste  di aiuto alla Fondazione Welfare sono più di quelle previste, «è il segno che la crisi morde  - spiega l'assessore alle Politiche per  Lavoro e Sviluppo economico, Cristina Tajani -  anche persone che solo 5 anni fa non avrebbero avuto bisogno» del microcredito, perché  «il circuito del credito è faticoso» e persone e piccole imprese   restano fuori. «Ma non mancano le idee, le strutture ci sono - chiosa Tajani - serve altro per ripartire: i dati raccolti dalla Fondazione serviranno a chiedere qualcosa in più al governo».
 
Fondazione Welfare, tutte le info su  www.fwamilano.org; la sede operativa è a Villa Schleiber, in via Orsini (tel 02.39003743).Chi può accedere al microcredito: chi lavora o intende avviare un’attività a Milano ed è temporaneamente in difficoltà; lavoratori con qualsiasi contratto, anche atipico, cassaintegrati, disoccupati, inoccupati, autonomi. Comunque richieste rifiutate dalle banche.
(Simona Mantovanini)

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