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Malosti rilegge Venere

Torino. “Venere e Adone” non fu solo la prima opera di Shakespeare ad essere stampata, ma fu anche un successo editoriale. Con le sue sedici edizioni prima del 1640, fu senz’altro l’opera di Shakespeare più popolare ai suoi tempi fra gentiluomini e cortigiani, diventando un vademecum dell’amatore. Dal 2 al 13 maggio verrà allestita al Teatro Gobetti da Valter Malosti anche interprete con Daniele Trastu. «Venere è qui una dea-macchina, dea ex machina - ha spiegato lo stesso Malosti - ma anche sex machine che tritura suoni e sputa parole. Una macchina di baci, una macchina schizofrenica di travestimento, una macchina di morte per l’oggetto del suo amore: Adone» (Info: 011 5176246).
(Antonio Garbisa)

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