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Per l omicidio di Vanessa confessa il convivente

È stato fermato il convivente di Vanessa Scialfa, la ventenne scomparsa martedì scorso da Enna, il cui cadavere è stato ritrovato ieri sotto un cavalcavia. L’uomo, di 34 anni, all’inizio aveva riferito solo di una lite per motivi di gelosia avvenuta nell’abitazione che divideva con la vittima. Poi è crollato confessando il delitto. La ragazza sarebbe morta per strangolamento, e solo successivamente sarebbe stata gettata di sotto dal cavalcavia vicino ad una ex miniera.
Il cadavere di Vanessa Scialfa è stato trovato avvolto in un lenzolo. Il questore di Enna, Salvo Patanè, ha detto che sembrava un vero e proprio «sudario». Gli investigatori non escludono che qualcuno possa avere aiutato l'omicida ad avvolgere il corpo e poi a gettarlo dal cavalcavia. La scomparsa di Vanessa era stata denunciata alle 15.15, del 24 aprile, dai genitori ai carabinieri. Il convivente aveva detto alla madre della ragazza che la figlia era andata a un colloquio di lavoro. I genitori evidentemente non gli hanno creduto e si sono rivolti ai militari. L'indagine ora è però condotta dalla polizia di Stato. 
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