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Liberazione corteo e polemiche negozi aperti e fischi al Pdl

Giornata di festa e di polemiche, di lapidi omaggiate con corone e visite, di muri  imbrattati con scritte indegne come quelle  vicino ai licei  classici Parini e Manzoni contro i partigiani e firmate con una svastica. La Milano città Medaglia d’Oro della Resistenza è scesa in piazza fra negozi aperti nonostante lo sciopero e gli appelli del sindaco Pisapia al rispetto delle celebrazioni civili («Mi auguro che si possa arrivare a scelte condivise» ha detto poi il sindaco)   con 50 mila presenze, molte di più secondo gli organizzatori, in un corteo colorato, musicale, festoso e arrabbiato da porta Venezia al Duomo. Contestato l’assessore regionale alla casa Zambetti (al posto dell’assente Formigoni) e il presidente della Provincia Podestà per aver  concesso il 29 la sala Corridoni a Forza Nuova per la proiezione del documentario su Sergio Ramelli “Milano Burning”. La Cgil sarà in presidio democratico e antifascista  il 29 in corso di Porta Vittoria  dalle 15   per protesta.
(Simona Mantovanini)

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