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La Juventus padrona del proprio destino

Nessun dubbio: la Juventus ha scollinato e lo scudetto è in fondo alla discesa. Da qui alla fine del campionato, i bianconeri incontreranno quattro delle ultime cinque squadre in classifica, prima di chiudere in casa con l’Atalanta. Oltre al calendario, a loro favore ci sono i punti, tre più del Milan (anzi quattro, perché la Juve sarebbe campione anche in caso di parità) ma soprattutto lo stato delle cose. Oggi come oggi, tra Juve e Milan non c'è paragone sotto ogni punto di vista e quando Conte spiega che “tutto dipende da noi” rivela probabilmente l’ultima insidia che ancora può tormentarlo: un crollo clamoroso dei suoi. Ma è un’ipotesi quasi assurda, perché la sua Juve non ha finora perso una sola partita, avendo vissuto la crisi più acuta pareggiando quattro volte di seguito e debellando ogni avversario con la forza del gioco e delle idee: ci sarà pur un motivo se, in trentasette gare stagionali, i bianconeri non hanno mai perso rischiando in pratica di farlo una volta sola, a San Siro dopo il gol fantasma di Muntari. Il motivo è molto semplice: questa Juve è la miglior squadra d’Italia. «Siamo padroni del nostro destino – ha detto ieri Borriello a Juve Channel -. Il mio primo gol arriverà, ma l’anno prossimo spero di iniziare la preparazione con i compagni». In realtà è difficile che accada, ma sognare non costa nulla: anche così, la Juve vede il tricolore dietro l’angolo. (Domenico Latagliata)

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