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Per il crac Parmalat stangata a Tanzi in appello

Bologna. Seconda condanna per Tanzi. Anche la corte di Appello di Bologna ha condannato l’ex patron della Parmalat Calisto Tanzi  per il crac di 14,5 miliardi di euro di PArmalat. Pena leggermente ridotta: 17 anni e 10 mesi di reclusione nel processo di secondo grado, in primo grado Tanzi era stato condannato dai giudici di Parma a 18 anni.
«Ricorreremo in Cassazione», ha affermato l’avvocato Fabio Belloni che fa parte del collegio difensivo di Tanzi, al termine della lettura della sentenza.
Le accuse
Tanzi aveva a suo carico l'accusa di bancarotta fraudolenta e associazione a delinquere.
La difesa aveva chiesto l'assoluzione per l'accusa di associazione a delinquere e aveva confermato la disponibilità al patteggiamento a 5 anni di reclusione per l'accusa di bancarotta fraudolenta. Tanzi non era presente in Aula. La difesa dell'ex imprenditore ha più volte chiesto gli arresti domiciliari per Tanzi, per motivi di salute. Una istanza per cui si attendono novità nell'udienza del 15 maggio davanti al Tribunale di sorveglianza. L'ex direttore finanziario della Parmalat Fausto Tonna è stato invece condannato a 9 anni, 11 mesi e 20 giorni (dai 14 del primo grado).
Pene  confermate anche per tutti gli altri imputati, compreso Giovanni Tanzi, fratello di Calisto.
 
Le parti civili
«La conferma della condanna di primo grado è apprezzata dalle parti civili perchè viene riconosciuta la loro titolarità ad ottenere il risarcimento del danno. Il problema è che i condannati non paiono avere la capienza per coprire l'entità dei risarcimenti». Così l'avvocato e professore Carlo Federico Grosso, che ha tutelato circa 32.000 parti civili. «Sembra molto difficile ottenere il risarcimento».
La via maestra seguita in passato è stata quella delle transazioni. «Coloro che si sono costituiti parti civili nei differenti processi Parmalat hanno già ottenuto risarcimenti consistenti con le transazioni con le banche e le società di revisione».
 
I numeri del processo
 
38 mila i risparmiatori truffati.
 
15 in tutto gli imputati condannati.
 
14,5 miliardi di euro: l’entità del crac.
 
(Metro)

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