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Una Juventus da urlo trova il 3 e la Champions

Lo scudetto bianconero è dietro l’angolo. Juventus-Roma dura 8’, quelli necessari a Vidal per bucare due volte Stekelenburg e indirizzare la partita sui binari voluti dalla Signora. Aggressiva, cinica, cattiva nel senso buono del termine al cospetto di una Roma tanto Rometta, timida e disorganizzata dietro le scelte di un allenatore che trasmette paura schierando titolare Perrotta dopo 4 mesi e mezzo con il solo obiettivo di fare da sentinella a Pirlo. Altro che nuove frontiere del calcio: lo avesse fatto il caro vecchio Trapattoni, qualcuno avrebbe gridato allo scandalo. Buon per la Juve, alla fine. Troppo più squadra, troppo più tutto. Con un Vucinic ispirato e autore di tre assist al bacio, il secondo dei quali per far sì che Marchisio si presentasse davanti a Stekelenburg per essere steso. Di lì, il rosso (un po’ esagerato, forse)  per il portiere olandese e la partita chiusa del tutto ancora prima di metà gara: gol di Pirlo, freddo nel ribattere in rete la parata di Curci sul suo tiro dagli undici metri. I restanti minuti sono serviti per cominciare a festeggiare, in un’atmosfera tranquilla per nulla infastidita dalle lamentele milaniste per il gol-non-gol di Ibrahimovic contro il Bologna: Marchisio metteva il quarto sigillo, l’ottavo del suo ottimo campionato, e poi si andava fino alla fine con il pilota automatico. Lo scudetto è davvero lì: basta poco. E col poker servito alla Lupa, è tornata aritmeticamente la Champions a Torino. Il primo passo è già stato compiuto, per quello decisivo basta.(Domenico Latagliata)

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