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Doping Petrini prima dell addio Muoio per colpa della robaccia

"Ho un tumore maligno al cervello, un tumore al polmone, un tumore al rene, al colon...Perchè mi sono  ammalato? Tutta la robaccia che ho preso mentre giocavo". Lo aveva  detto Carlo Petrini nell’ultima intervista rilasciata a "Le Iene" prima della sua morte. L’ex attaccante, che in carriera ha indossato le maglie di Milan, Torino e Roma, si è spento ieri all’età di 64  anni a causa di un tumore. Nell’intervista, che Italia 1 manderà in  onda domani alle 21.10, Petrini parla della sua malattia e del doping nel calcio.  "Parliamo di anfetamine, di punture; erano tutte quelle cose che ci permettevano di andare a mille all’ora in qualsiasi momento", le  sue parole. L’assunzione, ha detto, avveniva di solito "prima della partita". "Io non sapevo quello che stavo prendendo...mi hanno sempre detto che loro mi davano cose che non mi facevano male", ha spiegato. La certezza che si trattasse di sostanze dopanti derivava dal  fatto che "le reazioni che ho avuto sul campo erano  straordinarie...volavi, praticamente avevi una forza in corpo che non  era naturale". Altri sintomi? "Bava alla bocca nei momenti di maggior  sforzo...noi abbiamo fatto anche da cavie in quel periodo...la vita diun ragazzo di vent'anni non interessava allora", ha affermato ancora Petrini.(Adnkronos)

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