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Energie rinnovabili al via riforma incentivi

Roma. Raggiungere e superare gli obiettivi europei delle energie rinnovabili fissati per il 2020 attraverso una crescita virtuosa, basata su un sistema di incentivazione equilibrato e vantaggioso per il sistema Paese e tale da ridurre l'impatto sulle bollette di cittadini e imprese. Con queste finalità il governo ha deciso di rivedere il sistema degli incentivi alle rinnovabili. Il ministro dello Sviluppo economico Corrado  Passera ha varato i decreti di concerto col ministro dell'Ambiente Corrado Clini e dell'Agricoltura Mario Catania, passati poi all'esame dell'Autorità dell'Energia e della Conferenza Stato-Regioni.
Più risorse alle "altre" energie
Gli incentivi continueranno ad aumentare, ma ad un ritmo  dimezzato rispetto a quanto previsto finora. Sono stati diminuiti i sussidi al fotovoltaico, che secondo il governo in questi anni è cresciuto troppo rispetto alle altre rinnovabili («e con tecnologie tutte di importazione»), mentre si è deciso di stanziare più risorse a favore dell'idroelettrico, del geotermico, delle biomasse e di tutte le altre tipologie rimaste  nell'ombra. Oggi gli italiani pagano gli incentivi alle fonti energetiche rinnovabili con ben 9 miliardi di euro l’anno. Se il sistema non fosse riformato, nel 2020 si arriverebbe a 15 miliardi. Il governo ha invece deciso che tra 8 anni si raggiungeranno 12 miliardi. Dei 3 miliardi di nuovi aiuti, al fotovoltaico andranno solo 500 milioni, il resto sarà spartito tra  geotermico, idroelettrico, biomasse e riciclo dei rifiuti.
 
(Metro)

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