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Dalla Cina la corsa all acquisto ecologico

La lotta all’impatto ambientale riparte dalla Cina. È proprio qui, dove la corsa allo sviluppo ha prodotto negli ultimi anni i maggiori danni alla qualità dell’aria che l’attenzione per le emissioni di Co2 si sta traducendo in intenzioni ambientaliste più condivise che altrove. Lo sostiene uno studio del Carbon Trust di Londra, realizzato intervistando 2.800 giovani di sei nazioni (USA, Cina, Sud Africa, Sud Corea, Brasile, Stati Uniti).
L’83% dei cinesi tra i 18 e i 25 anni, hanno dichiarato di acquistare più volentieri prodotti che descrivono la loro impronta ecologica e la quantità di CO2 emessa per la loro realizzazione. Quasi il doppio dei loro coetanei statunitensi e brasiliani (entrambi fermi al 57%). Altrettanto sensibili all’ambiente sembrano i giovani sudcoreani (73%), mentre i meno “verdi” sono gli inglesi (55%). Non solo: il 60% dei giovani adulti cinesi si è detto pronto a boicottare quei prodotti che non hanno indicazioni sul loro impatto ambientale, e il 42% ha dichiarato di voler spendere di più per le merci realizzate a basso impatto. Meno virtuosi appaiono i ragazzi americani e inglesi: rispettivamente, solo il 35 e il 36% degli intervistati boicotterebbe un prodotto privo di indicazioni sull’impatto ambientale.
(Metro)

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