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Paesino spagnolo vota si alla coltivazione della cannabis

Fa scandalo in Spagna la  decisione del villaggio catalano di Rasquera, che intende coltivare  marijuana per combattere gli effetti della crisi economica. Ieri ben 308  abitanti del paesino, pari al 56% dell’elettorato, hanno approvato in  un referendum il progetto di affittare un terreno comune di 2500 metri quadrati all’Abcda, un’associazione di autoconsumo che riunisce 5mila  fumatori di marijuana di Barcellona. Le autorità di Rasquera hanno presentato il progetto come un modello  per l’Europa, affermando che la coltivazione di cannabis porterà alla creazione di nuovi 30 posti di lavoro e frutterà 1,3 milioni di euro  per i prossimi due anni. Ma il ministro spagnolo della Giustizia,  Alberto Luiz Gallardon, è intervenuto oggi mettendo in dubbio la  liceità del progetto che, a suo avviso, avrà conseguenze negative a  lungo termine. La legge spagnola è ambigua rispetto alla coltivazione di cannabis, dato che la marijuana è considerata una droga leggera.     L'elettorato di Rasquera era molto diviso fra chi guarda ai  positivi effetti economici e chi teme l’arrivo di criminalità legata  al traffico di droga. Il sindaco Bernat Pellisa ha già previsto di assegnare alla coltivazione privatà del cannabis 7,5 ettari di terreni. In un primo tempo aveva detto che senza l'appoggio del 75% dei votanti al referendum il progetto non sarebbe andato avanti e lui si sarebbe dimesso. Ma poi ha cambiato idea: «lasciare ora sarebbe una cosa frivola» si è corretto.
 
(Metro)

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