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La Lega perde pezzi dopo Renzo Bossi si dimette anche Canton

Bergamo. Cresce l'attesa per la lettera di dimissioni che, secondo persone bene informate al Senato, la vice presidente Rosy Mauro avrebbe scritto anche se non presentato ufficialmente. E sale, quindi, l'attenzione per la puntata di Porta a Porta che stasera ospita la senatrice del Carroccio. La puntata è preregistrata alle 18,45.
Intanto il segretario provinciale della Lega Nord di Varese, Maurilio Canton ha presentato le dimissioni con una lettera alla segreteria della Lega Lombarda. Nei confronti di Canton era pronta una richiesta di sfiducia da parte di dieci membri su sedici del direttivo provinciale di Varese, i quali gli avevano contestato di aver partecipato alla manifestazione di giovedì, davanti la sede federale della Lega, in cui alcuni militanti avevano accusato Roberto Maroni di essere un traditore.
Canton era stato proclamato per acclamazione, sostenuto da Umberto Bossi, e contestato da parte dei delegati, al congresso del 9 ottobre scorso. «Volevo evitare di dare uno scossone al movimento», spiega, nella lettera Canton, e arrivare alla sfiducia. «È stato giusto» fare un passo indietro, continua.
Intanto con un semplice cambio di iniziale, la grande scritta di Pontida si è trasformata ieri da “Padroni a casa nostra” in “Ladroni a casa nostra”. È il clima che si respira nella base del Carroccio a poche ore dal raduno autoconvocato delle “scope”, la serata dell’orgoglio leghista in programma alla Nuova Fiera di Bergamo.
Renzo Bossi si è dimesso da consigliere regionale della Lombardia («per dare l’esempio, anche se non indagato»). «Erano due mesi che mi diceva che era stufo di stare in regione», ha chiosato domenica il padre.«Bene - commenta a Metro Matteo Salvini - ora però tocca a tutti gli altri che ritengono di aver sbagliato, tutti». Stasera «Umberto Bossi ci sarà - assicura Salvini - con Maroni e Giorgetti, tutti, insieme a decine di sindaci». Per il grande annuncio delle pulizie di Pasqua: «Ci daremo un Codice morale al quale attenersi e chi non lo fa è fuori dal partito e addio cariche». In parole più schiette - assicura Salvini, anche in riferimento agli indagati del Pirellone - «chiunque abbia infangato il nome della Lega si levi dalle palle o lo leveremo noi». «Venite a Bergamo e avrete le risposte - l’invito lanciato da Maroni ai militanti - pulizia, pulizia, pulizia. Mi sono rotto dei “Cerchi magici”».
 
L’autista di Renzo Bossi: “Era un prelievo continuo”
Riparte oggi l’attività delle Procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria sui tre filoni di indagine che si dipanano dall’ex tesoriere della Lega Nord, Francesco Belsito. In particolare il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, dovrà analizzare i documenti provenienti dalle perquisizioni e ascoltare nuovi testimoni. Il filone milanese vede indagati a vario titolo Belsito e gli imprenditori Paolo Scala e Stefano Bonet per appropriazione indebita e truffa ai danni dello Stato. Si tratta dei fondi pubblici che, secondo l’accusa, sarebbero stati sottratti alle casse del partito per spese personali di Umberto Bossi, di sua moglie, dei figli, di Rosy Mauro e di Calderoli. A dar manforte a questa tesi sono arrivate le documentate dichiarazioni di Alessandro Marmello, autista e bodyguard di Renzo Bossi, intervistato dal settimanale “Oggi”. Anche con alcuni video (che sono stati acquisiti dalla Procura di Milano) ha mostrato il vorticoso giro di scontrini e pezze giustificative utilizzate per coprire con i soldi destinati al partito le tante spese del figlio del Senatur: «Lui incassa e non fa una piega - racconta Marmello - se lo mette in tasca come fosse la cosa più naturale del mondo». Un comportamento segnalato invano al tesoriere Belsito.
La Tanzania disse no
Intanto, da fonti giudiziarie è trapelato che la banca della Tanzania rifiutò i 4,5 milioni di investimenti promossi dall'ex tesoriere della Lega Francesco Belsito, forse perché insospettita dal carattere informale dell'operazione. Le somme in questione sarebbero rientrate nei giorni scorsi sui conti italiani della Lega, così come gli 850mila euro del deposito di 1,2 milioni avvenuto a Cipro, sempre su iniziativa di Belsito.
Secondo quanto trapela dall'interrogatorio di Paolo Scala, l'uomo d'affari indagato assieme a Belsito e al consulente d'impresa Stefano Bonet, i pm hanno effettuato una prima ricostruzione del giro che avrebbero fatto i soldi investiti all'estero. Da quanto si è potuto capire 1,2 milioni di euro sono stati investiti presso un fondo cipriota da cui poi, quando la vicenda è uscita tra molte polemiche sulla stampa, sono stati riportati in Italia circa 850 mila euro. Diversa sarebbe stata la strada presa dagli altri 4,5 milioni di euro prelevati dalle casse della Lega: il tentativo sarebbe stato stato quello di effettuare un investimento in una banca in Tanzania dove sarebbero rimasti però congelati e poi 'respintì dallo stesso istituto di credito o per le preoccupazioni in quanto la vicenda era già uscita sui giornali, o per i sospetti su una operazione non trasparente.
(Agi/Metro)
 
In pochi giorni nuove norme su finanziamento ai partiti
Entro domani saranno pronte alcune prime norme «per il controllo e la trasparenza del finanziamento ai partiti». Lo prevede un’intesa tra Alfano (Pdl),  Bersani (Pd) e Casini (Udc). Giovedì saranno presentate alle altre forze parlamentari.
1974 - La “legge Piccoli”. Fu la prima a prevedere un finanziamento alle strutture dei partiti presenti in Parlamento.
1978 - Primo referendum. Promosso dai Radicali vede i “Sì” al 43,6%.
1981 - Raddoppio. I finanziamenti pubblici vengono raddoppiati.
1993 - Secondo referendum. Nel clima post-Tangentopoli i “Sì” all’abolizione raggiungono il 90,3% dei voti espressi.
1994 - Arrivano i rimborsi. Ecco il “contributo per le spese elettorali”.
1997 - Il 4 per mille. Viene reintrodotto di fatto il finanziamento con la possibilità di destinare il 4 per mille.
1999 - Come prima. La legge n.157  reintroduce un finanziamento pubblico completo per i partiti.
2002 - Più di prima. Il fondo diventa annuale e scende dal 4 all’1% il quorum per ottenere il rimborso elettorale. Infine, con la legge n.51 del 2006, l’erogazione scatta per tutti i 5 anni di legislatura (anche se dura meno).
 
(Metro)

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