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A Pasqua in Italia fioriscono le mostre

Pasqua non è solo triduo religioso o... culinario. Per chi volesse mettersi in viaggio all'insegna di una vacanza culturale, da Roma a Genova a Firenze, aprono proprio in questi giorni le mostre di maggior richiamo della nuova stagione espositiva. Eccone una carrellata.
URBINO - Uno degli enigmi più affascinati dell'arte rinascimentale, La Città Ideale, meravigliosa tavola quattrocentesca di autore ignoto, è al centro di una grande mostra allestita da questo fine settimana a Palazzo Ducale. Esposti capolavori di Raffaello, Fra Carnevale, Perugino, Luca Signorelli e di molti altri maestri del XV secolo, disegni, sculture, preziose tarsie, codici miniati per raccontare gli splendori della civiltà del Montefeltro fiorita nella seconda metà del '400 ad opera di Federico da Montefeltro, Duca di Urbino, il più dotto e illuminato fra i signori del suo tempo. Intitolata “La Città Ideale. L'utopia del Rinascimento a Urbino tra Piero della Francesca e Raffaello”, si propone di dimostrare come il capolavoro conservato nella Galleria Nazionale delle Marche rappresenti, insieme con i dipinti gemelli (col medesimo soggetto) di Berlino e Baltimora, il compendio di quella straordinaria cultura.
VIAREGGIO - Apre proprio alla vigilia di Pasqua al Centro Matteucci per l'Arte Moderna  la mostra “In Toscana all'alba del XX secolo. Una collezione privata”, una preziosa selezione di circa 40 dipinti toscani tra XIX XX secolo, provenienti da una nota raccolta costituitasi nel secondo dopoguerra. La rassegna illustra le tappe fondamentali dell'evoluzione pittorica tra '800 e '900: dalla dirompente lezione fattoriana, magnificamente riassunta nella Strada bianca, al divisionismo di Nomellini e all'ardita sperimentazione di Ghiglia, fino all'Avanguardia futurista di Rosai e al “richiamo all'ordine” di Soffici, per giungere, infine, all'espressionismo di Viani e alla moderna ed eclettica classicità di Ram. A metà strada tra l'eredità della macchia e la progressiva evoluzione in soluzioni sperimentali delle avanguardie, destinate a divenire emblematiche.  Un'occasione per farsi un giro in questa magnifica regione e abbinare cultura artistica a quella mangereccia.
ROMA - Fino al 2 settembre  in mostra 70 opere dei più grandi maestri russi di inizio Novecento: "Avanguardie russe: Malevic, Kandinskij, Chagall, Rodcenko, Tatlin e gli altri", provenienti da importanti musei quali la Galleria statale Tret’jakov e da musei regionali russi poco conosciuti dal grande pubblico come quelli di Kazan, Kirov, Krasnodar, Saratov, Samara. L’esposizione, curata di Victoria Zubravskaya, inaugura il nuovo spazio espositivo dell’Ara Pacis e il riallestimento museale dei reperti archeologici. Dopo Palermo l'expò arriva nella Capitale arricchita di 7 nuove opere: Lo spazzino e gli uccelli di Chagall per la prima volta Italia e altre significative tele di Malevich (La mietitrice e  Suprematismo. Composizione non-oggettiva), quelle suggestive di Kandinskij (Meridionale, Muro rosso. Destino e Composizione. Ovale grigio) e Composizione non-oggettiva di Rozanova. Il monumento, come tutti i musei  (Maxxi incluso), rispetterà l'apertura straordinaria per Pasqua e Pasquetta e quindi si potrà visitare la mostra.   Nella Capitale, aperte anche le mostre di Palazzo delle Esposizioni, dove sono allestite le Avanguardie americane dalle collezioni Guggenheim e la rassegna delle immagini fotografiche di Arturo Ghergo, stelle del cinema e protagonisti dell'alta società tra gli anni '30 e '50 ritratte in tutto il loro glamour. Si potranno ammirare anche i capolavori di Tintoretto alle Scuderie del Quirinale e riscoprire il genio di Dalì al Complesso del Vittoriano.   
FIRENZE - Porte aperte agli Uffizi, dove oltre ai capolavori dell'arte antica si potrà visitare la rassegna “La Galleria degli arazzi. Epifanie di tessuti preziosi” dedicata ai manufatti che forse meglio di ogni altra tipologia rappresentano la magnificenza delle corti europee del Rinascimento maturo. Tra le collezioni della Galleria, quella degli arazzi che per decenni sono stati esposti nei corridoi, nel Corridoio Vasariano, in alcune sale, nei vestiboli e in Tribuna, che fu rimossa nel 1987 e oggi è quindi pressochè sconosciuta. Degli arazzi di produzione fiorentina esposti in mostra, si possono ammirare l'Ecce Homo su disegno del Salviati, tessuto per Cosimo I e la sua corte, due panni dei 36 dalla Serie delle Cacce progettata da Giorgio Vasari, su richiesta dello stesso Cosimo, per l'arredamento di venti stanze della Villa di Poggio a Caiano, due di soggetto mitologico con scene dalla storia di Fetonte; tre dalla serie della Passione di Cristo, progettata, su disegno di Alessandro Allori, per Ferdinando I nel 1587 dopo i suoi anni romani di carriera cardinalizia.   
GENOVA - Una sequenza mozzafiato di capolavori quella che aspetta i visitatori di Palazzo Ducale, dove è allestita la grande mostra “Van Gogh e il viaggio di Gauguin”, la più vista della stagione. Il tema è appunto il viaggio, inteso come esplorazione geografica, negli spazi e nelle culture, ma anche, e quasi soprattutto, dentro di sè. Il percorso espositivo prende le mosse dal capolavoro “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?” che Gauguin volle come suo testamento nel 1897, prima di un tentato suicidio. L'opera e' un prestito eccezionale del Museo di Boston, mai visto in Italia. Di Vincent Van Gogh invece ci sono una quarantina di opere (tra cui 10 disegni) come il Seminatore, Autoritratto con cavalletto, Campo di grano sotto il cielo nuvoloso. Non manca il '900 con capolavori di Rothko, Hopper, Kandinsky e molti altri.
Per tante mostre che aprono, una che chiude, proprio il giorno di Pasqua: gli scatti rubati dal fotografo Domenico Notarangelo sul set del film “Il Vangelo secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini, alla Pinacoteca civica di Follonica (Grosseto): una mostra che vuole rendere omaggio a Pier Paolo Pasolini non solo nella veste di Maestro del cinema ma anche in quella di lucido e profondo intellettuale, esponendo gli scatti di colui che ebbe l’onore di accompagnarlo e fotografarlo sul set durante le riprese del film “Il Vangelo secondo Matteo”, e cioè il giornalista e collaboratore Domenico Notarangelo, oggi attivissimo ottantenne. Pasolini, già regista di fama internazionale, nel 1964 scelse Matera e la Lucania come set principale della celebre pellicola, in quanto richiamavano fisicamente i luoghi della Terrasanta e simboleggiavano  l’arretratezza in cui versava il Mezzogiorno. Gli scatti di Notarangelo esposti in mostra documentano momenti “rubati” sul set con due macchine fotografiche, che teneva nascoste sotto la veste da comparsa (il regista infatti gli chiese di interpretare il ruolo del Centurione romano) per tirarle fuori al momento opportuno: è il Pasolini vero quello immortalato negli scatti, non solo il colto intellettuale ma anche il figlio premuroso nell’atto di sistemare il velo di sua madre, presente nel film nelle vesti della Madonna; è il Pasolini senza occhiali da sole mentre osserva con Irazoqui (l’attore che interpreta Gesù) lo scenario dei Sassi di Matera. Le fotografie esposte in mostra sono testimoni di una storia singolare: per oltre 40 anni sono state gelosamente conservate dal loro autore in compagnia di altri 100.000 scatti dell’Archivio Notarangelo, per uscire allo scoperto solamente dopo il 2004 in occasione di un altro eccellente arrivo a Matera, quello di Mel Gibson.
MILANO - Tutti i musei civici e tutte le mostre aperte nelle sedi espositive del Comune di Milano saranno aperti la domenica di Pasqua, rispettando gli orari consueti. Ne dà notizia il Comune di Milano.  In particolare, continua il Comune di Milano, i musei resteranno aperti dalle 9 alle 17.30 (con ultimo ingresso alle 17), mentre le mostre a Palazzo Reale e al Pac saranno aperte dalle 9.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle ore 18.30).  Lunedì dell’Angelo, 9 aprile, è prevista l’apertura di tutte le mostre dalle 9.30 alle 19.30 (ultimo ingresso alle ore 18.30) e del Museo del Novecento dalle 14.00 alle 19.30 (ultimo ingresso alle ore 18.30), mentre tutti gli altri musei civici saranno chiusi.
(Metro)

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