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L Aquila tre anni dopo un cantiere eterno

La terra tremò alle 3.32 di tre anni fa. E nulla, all’Aquila, in Abruzzo, e per certi versi in Italia, fu più lo stesso. Oggi la zona interessata dal terremoto è ancora un enorme, incompiuto, cantiere aperto.
Presente e futuroSono per la precisione 1.100 i cantieri aperti all'Aquila riguardanti le case fuori dai centri storici classificate «E», cioè quelle maggiormente danneggiate; 354 cantieri sono stati chiusi per fine lavori mentre ne restano da aprire ancora 9mila della stessa tipologia e sempre fuori dal centro. La spesa complessiva per l'emergenza e la ricostruzione ammonta a circa 2,5 miliardi. Buone prospettive, secondo il commissario delegato per la ricostruzione e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, per tutti questi progetti: delle 9.000 pratiche, il Commissario ha detto di ritenere «che prima dell'estate si possano avviare i cantieri delle 7.500 pratiche presentate entro il 31 agosto 2011 e entro l'autunno quelli delle restanti 1.500». Oggi 34.102 persone sono rientrate a casa, mentre 21.731 godono di alloggi a carico dello Stato (C.a.s.e, M.a.p, affitti).La parte più importante della ricostruzione riguarderà il centro storico dell’Aquila, che è ancora off limits. Racconta a Metro Antonio Guerrino: «Ogni tanto vado in quella che era la mia casa, prendo qualcosa, guardo cosa è rimasto. Poi me ne torno al prefabbricato, sperando che quei bar, quelle piazze, tornino a vivere un giorno».
I numeriSu 70.000 abitanti sono ancora oltre 20 mila le persone assistite, 339 in albergo e caserma. È poi partito il confronto Regione-imprenditori per attivare il bando di aiuti alle imprese produttive con finanziamenti di 43,8 milioni di euro. Per quanto riguarda il fronte macerie, invece, ne è stato raccolto soltanto il 40% fino ad oggi.
ProcessoIl processo alla Commissione Grandi rischi ricomincerà l’11 aprile. L'organo della presidenza del Consiglio è accusato di avere sottovalutato il rischio dello sciame sismico prima del 6 aprile e avere rassicurato gli aquilani, causando la morte di 309 persone. Sette gli imputati, per omicidio, disastro colposi e lesioni personali colpose.
La web tvUna web tv, con sede all'Aquila, sarà la voce della popolazione post-terremoto alla ricerca di coesione sociale. L'idea nasce dall'associazione L'Impronta. Della web tv sono già in corso le prove tecniche (400 le ore già trasmesse). Potrà essere vista da chiunque ma per gli anziani saranno collocati schermi nei punti salienti della città.
 
Stefania Divertito

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