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Appalti in Afghanistan Idv presenta interrogazione alla Camera

Roma. «Deve intervenire il governo, e dirci perchè, nonostante i numerosi segnali di allarme dei nostri militari impegnati in teatri operativi molto rischiosi, non sono state avviate azioni per migliorare la loro condizione lavorativa e di salute». È l’interrogazione presentata alla Camera martedì, dopo aver letto gli articoli pubblicati da Metro, dal deputato dell’Idv Augusto Di Stanislao, capogruppo in commissione Difesa e da sempre molto attento alle problematiche dei nostri militari. Ecco il testo completo dell'interrogazione: (Allegato B Seduta n. 616 del 3/4/2012 DIFESA. Interrogazione a risposta scritta)
"Per sapere - premesso che: recentemente è emersa la notizia circa la denuncia di un militare su alcuni appalti in Afghanistan; la notizia proviene da un'intervista fatta ad un esperto di logistica operativa nei più importanti e delicati teatri di guerra al portale di informazione MetroNews dalla quale emerge che il 6 novembre 2011 a Farah è stata annullata una gara per il completamento del sistema di videosorveglianza giorno-notte. In una riunione era emerso che troppi dati sensibili erano fuoriusciti dalla base; la fonte ha dichiarato che «in genere vengono appaltati alcuni lavori a ditte locali, per tenere buoni rapporti e far muovere l'economia. Piccoli importi, da 100mila a 300mila euro, soprattutto per lavori e forniture che non richiedono particolari tecnologie. Ma da un annetto a questa parte una ditta di Dubai capeggiata da un libanese con passaporto brasiliano ha in mano tutti i nostri dati circa la sicurezza e ha ricevuto appalti per lavori a volte noti eseguiti. A lui è stato concesso di partecipare a ogni genere di gara. Per importi milionari. Lavori non fatti e pagati, lavori fatti senza i requisiti minimi di sicurezza, senza progettazione, che invece è sempre richiesta, milioni e milioni di euro buttati via»; emergono altresì preoccupazioni dei soldati anche per la presenza di una discarica a cielo aperto nella quale vengono bruciati i rifiuti. Il tutto a pochi metri dalla Fob Dimonions italiana. Numerosi militari hanno espresso preoccupazione circa il fumo che si sprigiona. Secondo questo specialista, anche i comandanti avrebbero lamentato lavori non eseguiti nelle Fob (i comparti operativi più rischiosi) -: se il Governo intenda chiarire le informazioni citate in premessa e i motivi per i quali, nonostante le preoccupazioni manifestate dai militari, non siano state avviate azioni per migliorare la loro condizione lavorativa e di salute".
Le reazioni
«Il problema è serio, qua ci sentiamo insicuri, abbiamo paura». La mail arriva in redazione e ha come mittente “alpinoaKabul”. Uno dei nostri soldati in teatro operativo che ha letto gli articoli pubblicati da Metro in questi giorni. C’è chi ci segnala che nel decreto legislativo 215 del 29 dicembre sono «ben 139.000.000 gli euro a disposizione per la realizzazione di infrastrutture, relativi alla missioni. Quindi un tesoretto che può far gola a molti». Sui forum internet delle forze armate c’è chi si chiede: «Il governo farà luce sulla nostra situazione prima che qualcun altro ci rimetta la vita?».
Il question time
«Ho sollecitato la questione  - dice a Metro il deputato dell'Idv- in commissione e mi è stato risposto che ne parlerà l’ufficio di presidenza la settimana prossima. Io tra qualche giorno preparerò un question time: c'è in ballo la vita dei nostri soldati».
(Stefania Divertito)

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