Spettacoli

Loop Luna rap contro il maschilismo

«L’hip hop è un mondo maschile. Dove alle donne non è concesso sbagliare. Ma il bello delle battle e del rap in generale è proprio questo: tira fuori quello che sei. Se sei un maschilista, si vede e allora io ti colpisco con le mie rime. E ti stendo». Parole di Loop Loona, calabrese, una laurea in lingue arabe e unica rapper in gara alla trasmissione di Mtv Spit (in onda stasera alle 21.10).
Portare il freestyle in tv è un’impresa difficile, come le è sembrato l’esperimento Spit?
Molto buono, è un format fatto da gente che ne capisce.
Perché hip hop non passa mai in tv e in radio, nonostante tra i ragazzi più giovani vada per la maggiore?
Perché i grandi media vogliono giocare sul sicuro: Ramazzotti, Pausini… Il rap è una scommessa e loro non scommettono. E poi parliamo di un genere ancora piuttosto nuovo.
Negli anni Novanta, il rap era molto più politico, poi questa carica si è persa, mutuando tematiche degli Mc’s Usa, donne, soldi, macchinoni…
Il rap racconta il mondo. La politica, in parte, è sparita dai testi, perché interessa poco ai ragazzi. Purtroppo.
Come si è avvicinata al rap?
Ho iniziato con le prime  cassettine alle medie. Poi sono passata ai graffiti, ma non era cosa. Quindi ho iniziato con le rime e fine ho inciso il mio primo lavoro completo, “TVELLE”, uscito per Strettoblaster/Hellzeye.
E com’è arrivata alle batlle?
Per provare i testi del disco… e da lì non ho più smesso.
Andrea Sparaciari

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