Spettacoli

Cammariere Vi presento l altro me stesso

Tappa romana per il nuovo tour di Sergio Cammariere. Il musicista e compositore calabrese sarà in scena domenica alle 21 al Parco della Musica con i brani del suo ultimo lavoro discografico "Sergio Cammariere". (Info: 0680241281) Come descriverebbe il suo nuovo album? Una sintesi perfetta di tutta la mia esperienza e un compendio delle mie emozioni. Il filo conduttore è il sogno e dentro c'è tutta la musica che ho amato. Quali sono le principali novità rispetto ai suoi precedenti lavori? "Carovane", uscito due anni e mezzo fa, è stato il mio cd più sperimentale. Questo, che segna il mio passaggio dalla Emi alla Sony, sono tornato alle origini, al jazz, alla bossanova. Fra le cose nuove c'è il fatto che i testi sono scritti anche da altri autori, oltre a Roberto Kunstler. Ha avuto un'intensa attività fra i due dischi... Sì, ci sono stati tanti concerti, 10 canzoni inedite per lo spettacolo "Teresa la Ladra" di Dacia Maraini con Mariangela D'Abbraccio (che sarà in scena a maggio al Piccolo Eliseo) , gli arrangiamenti per il musical "I Promessi Sposi, due colonne sonore, la musica, con Fabrizio Bosso, per tre mediometraggi di Chaplin. Voglio ricordare anche l'incontro con Dalla, con cui ho suonato nel brano "Anema e Core", per il disco del violinista Olen Cesari. Non ci sono parole per descrivere la perdita di Lucio, uomo e musicista vero. Quali sono i suoi più importanti riferimenti musicali? Sono molteplici, dalla classica alla bossanova. Ma su tutti la scuola genovese, da Endrigo a Paoli, ma anche il jazz e musicisti come Lenny Tristano, Bill Evans o compositori come Beethoven o Scarlatti, che sto ascoltando in questo periodo. Io penso di essere un continuatore della vecchia scuola di cantautori, artisti come Bindi, Lauzi, Endrigo, che fra l'altro ho conosciuto benissimo. La musica di oggi e del futuro sta forse nel ritorno al passato, nella riscoperta di vere e proprie gemme degli anni '60, 70 e '80. Quanto conta per lei il momento del concerto, del contatto diretto con il pubblico? Il concerto è l'abbraccio con il pubblico e per non deluderlo dò tutto me stesso. Arrivano da dovunque per vedere i miei concerti, perchè sanno di trovare quell'emozione. Dal vivo, con la mia famiglia musicale, cambiamo sempre tutto. Molta improvvisazione e tanto cuore. Le istituzioni fanno abbastanza per la musica nel nostro paese? Zero, l'Italia in questo è all'ultimo posto. Ho suonato ovunque in Europa, più si va verso il nord più sono avanti, hanno anche una coscienza nazionale più forte. Anche un talent-show come X Factor in Inghilterra è un'altra cosa. Qual è la sua opionione sui talent-show? Sono una fabbrica di illusioni. Questo mestiere uno se lo guadagna giorno dopo giorno, concerto dopo concerto, tutto subito non esiste. Io ho fatto una gavetta lunghissima, ho suonato ovunque. Serve anche fare altri lavori per mantenersi. Alla fine la musica ti premia. (Stefano Milioni)

Spettacoli