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Per riscattare le periferie si gioca al Calciosociale

Roma. Trasformare il centro sportivo in un luogo che diventi simbolo della lotta all’emarginazione e della prevenzione di devianze criminali e sociali; garantire la presenza di un proposta educativa stabile e incisiva nelle periferie. Sono i due obiettivi dell’innovativo progetto di Calciosociale. Martedì 27 marzo, alle 12.15, presso il cantiere romano in via Poggio Verde 455 saranno inaugurati i lavori per la realizzazione del “Campo dei Miracoli-Centro Valentina Venanzi”, il primo in Italia dedicato espressamente al Calciosociale. Saranno presenti: Nicola Zingaretti, presidente della Provincia di Roma; Antonio Bernardi, presidente della Fondazione Vodafone Italia e Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione italiana calciatori.
Tutti possono partecipare
L’esperienza educativa del Calciosociale è nata nel 2006 e dal 2009 ha trovato sede nella struttura in via Poggio Verde a Corviale, estrema periferia della Capitale. L’obiettivo è quello dell’inserimento all’interno un tessuto sociale teso all’integrazione, dove ad ogni individuo è data la possibilità di partecipare e vincere un torneo, al di là di capacità psico-fisiche, sesso, credo religioso e strato sociale. Non si tratta dunque solo di un modello di gioco, ma di uno “stile di vita” improntato ai valori dell’accoglienza, della giustizia e della coesione. Il Calciosociale si basa dunque su «regole volutamente reinterpretate e fuori dalla logica comune, ma dallo straordinario impatto sociale per valorizzare la potenzialità educativa dello sport». Questo, spiegano ancora i promotori, «permette di trasformare i campi di calcio in palestre di vita, luoghi dove l’integrazione, per chi è percepito diverso, è completa e visibile».
 
(Lorenzo Grassi)

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