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Alberto Angela I segreti di Ostia Antica

TV — «Il più grande sito archeologico del mondo? È Ostia Antica, a due passi dalla Capitale: ma pochi lo sanno». Parola di Alberto Angela, paleontologo, naturalista, divulgatore scientifico e scrittore, che alla “piccola Roma” dedica la puntata del suo “Ulisse, il piacere della scoperta”, sabato (in prima serata su Rai Tre).
“Viaggio tra i segreti e i tesori di Ostia Antica”è il titolo. Cosa ci farà vedere?Come vivevano i romani: esplorando strade, case private affrescate, edifici pubblici di Ostia, che non ha nulla da invidiare alla più famosa Pompei, impareremo molto sui costumi di allora.Angela, ha scoperto se i romani andavano in spiaggia?Sì: ma non usavano ombrelloni né casotti, come quelli di oggi. Avevano un'altra concezione del mare: per gli adulti la spiaggia era un luogo di passeggio, mentre i bambini si divertivano a tirare i sassi in acqua.E sapevano nuotare?Certo: lo dicono i mosaici che ci raccontano di una Roma pulita e ordinata.E che altro ha scoperto sui romani nel suo viaggio?Che amavano le barzellette: ne abbiamo trovate una decina, alcune molto divertenti, che Dose e Presta ci racconteranno durante la serata. Certo non è stato facile trovarne che facessero ridere ancora oggi se pensiamo che già le barzellette dei nostri nonni non ci divertono più!Che tipo di società era quella romana?Multietnica, sicuramente, non razzista, dove c’era libertà di culto. Ostia Antica, con Alessandria d’Egitto, era il porto più prestigioso dell’Impero, quindi, luogo di scambi, non solo economici. La globalizzazione? L’hanno inventata i romani! Prendiamo le tuniche, ad esempio, che altro non sono che delle t-shirt extra large oggi made in India o Taiwan: venivano fatte qui importando il lino coltivato in Egitto.Da studioso della natura e dell’uomo, oltre ché divulgatore, ha realizzato diversi documentari, attraverso ricostruzioni tridimensionali e non solo, in giro per il Pianeta. Qual è la scoperta o l’esperienza che l’ha più colpita?Salire su un caccia di ultima generazione, ritrovarsi a volare in assenza di gravità è sicuramente emozionante. Ma, credo, non ci sia nulla di più sconvolgente del contatto diretto con il passato, com’è accaduto in particolare con la mia troupe, nella Valle dei Re: sono stato il primo a entrare nella più grande tomba egizia mai scavata, voluta da Ramses II. Infilarsi strisciando dove c’è buio e silenzio da millenni, per poi ritrovarsi al cospetto di una divinità egizia che ti fissa è un’emozione indicibile.Tra le persone che ha incontrato nei suoi innumerevoli viaggi?Ce ne sono tante che hanno lasciato un segno indelebile nella mia memoria: dall’uomo che è sbarcato sulla Luna al sopravvissuto di Hiroshima, al soldato che ha partecipato allo Sbarco in Normandia…Angela, da abile divulgatore, un consiglio agli insegnanti di oggi per riuscire a catturare l’attenzione dei loro studenti?Occorre stimolare la loro curiosità: la storia non va raccontata per date, ma fatta amare e capire attraverso la vita. L’abilità del divulgatore sta nel dare emozioni. La scienza è come tante note, divulgare vuol dire metterle insieme perché diventino bella e godibile musica.
(Orietta Cicchinelli)

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