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Subsonica Bruxelles secondo Max Casacci

Subsonica e Metro alla scoperta dell’Europa. Samu, Max, Boosta, Ninja e Vicio, impegnati nell’“Istantanee tour” nei club più fighi del Vecchio Continente, hanno deciso di raccontare il loro viaggio ai lettori di Metro. I locali più cool, i quartieri da vedere e le cose da fare a Madrid, Berlino, Parigi... secondo la band. Ecco cosa scrive Max Casacci dalla prima tappa a Bruxelles.
Arriviamo il giorno prima. Tempo di posare le valigie ed è già ora di festa: si celebrano, infatti i cinque anni di un locale molto amato dalla comunità giovanile italiana, la Piola.  La Piola "libri" per l'esattezza, deve il piemontesismo del suo nome a un torinese Nicola il quale, con il modenese Jacopo, ha dato vita a una attività capace di attrarre dalla mattina alla sera tarda studenti di italiano, stagisti del parlamento, intellettuali, bohémienne, coppie miste italoqualcos'altro, alla ricerca di libri-cibo-incontri letterari- musicali, e convivialità.
Un locale molto azzeccato con pochi eguali in città. La festa di compleanno avrà il suo culmine con un'esibizione dei Righeira, tra atmosfera goliardica e revivalismo e a sorpresa spunterà anche un Plastic Bertrand: reperto d'epoca elettro-pop datazione 1981.
Per la cena visiteremo il quartiere congolese, affascinante e ricco di locali underground, ma prima di andare a dormire non mancherà un giro notturno nella magica Grand Place. Il locale del nostro show si chiama V.K. é gestito da fiamminghi, ma si trova nella zona magrebina, anche se questa sera l'impeccabile organizzazione é in mano ai ragazzi italiani di BeIT. 
Come avrete capito i quartieri, sono etnicamente molto orientati, ciò nonostante il clima in tutta Bruxelles é pacifico e rilassato. Il V.K. tiene circa cinquecento posti, peccato che già un'ora prima del o concerto ci siano quasi cinquecento persone fuori, di fronte al cartello sold out. La Storia non si fa con i se, ma di certo avremmo fatto meglio a prevedere due date.
Agli infelici spettatori rimasti  a rosicare origliando non sarà sembrato vero di sentire, ad un certo punto, esplodere il coro "Vamos a la Playa". Potevamo forse sottrarci dall'opportunità di un'ospitata tra torinesi in terra straniera? Bollettino finale, un ottimo concerto davanti a un pubblico composto per il 60% da italiani (cervelli o non cervelli) in fuga, ma anche da un restante mix belga ispano scandinavo. Ritorneremo volentieri sotto il grigio calore di Bruxelles.            
Max Casacci

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