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Marina Abramovic ci trasforma in opere d arte VIDEO

Mostre. Cuffie in testa per isolarsi, camici bianchi per spersonalizzarsi e poi tempo, tanto tempo, tre ore, per sperimentare oggetti semplici  - sedie, letti - e i cristalli di quarzo, ametista, tormalina che abitano lo spazio del Pac, osservati da un pubblico che ci può scrutare anche con i binocoli.
Così ognuno di noi può diventare opera d'arte, nello spazio-tempo magico creato da Marina Abramovic, star internazionale della performing art, che, con comprensibile orgoglio dell'assessore Boeri, ha scelto Milano per lanciare il suo progetto internazionale “The Abramovic Method”, nato dopo l'evento del Moma di New York (tre mesi in cui l'artista per 7 ore al giorno fissava immobile il pubblico che si alternava davanti a lei). «Quell'esperienza ha trasformato la mia vita e la mia arte - ha detto ieri Abramovic - ho capito che il pubblico ha bisogno di esperienze dirette e non solo voyeuristiche. Un'educazione alla lunga durata». Rispetto alle performance passate incentrate sul corpo, al limite dell'autolesionismo, Abramovic imbocca un'altra strada: «Negli anni '70 mi interessava il processo sul corpo, ora mi interessa il processo mentale». Il tutto confluirà nel progetto di Fondazione per la conservazione della performing art, immateriale per definizione, che Abramovic realizzerà a New York. Dal domani al 10 giugno 2012 si potrà partecipare a gruppi di 21 al metodo, che ha coinvolto anche gli studenti di Brera.  L'artista serba illustrerà "The Method" domani alle 21 al Dal Verme, mentre oggi alla Galleria Lia Rumma si inaugura un'altra mostra, con sculture di cristallo e videoinstallazioni. Giovedì all'Apollo il film “The Artist is present” sull'evento del Moma. Info www.theabramovicmethod.it.
(Paola Rizzi)
Ecco di seguito il trailer del film "The artist is present”:
   Paola Rizzi

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