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Maggio per salvarsi solo quattro mesi

Il Maggio da ieri è, formalmente, in stato di crisi. Circa 50 lavoratori su 376 (in gran parte  personale tecnico) dovranno andarsene. E ora  parte  il conto alla rovescia:  120 giorni serviranno per trovare un accordo con i sindacati.  Il cda ha deciso ieri mattina lo stato di crisi. L’obiettivo, spiega il sindaco Renzi, che è anche presidente della Fondazione del Maggio musicale, è ridurre il costo del personale e rimettere in pari i conti, secondo «un principio di buon senso». «Negli ultimi anni si sono assunte troppe persone senza pensare che bisognava pagarle e ora dobbiamo recuperare lo squilibrio incentivando l’esodo», ha sintetizzato il sindaco Renzi. Si devono recuperare circa 4 milioni di euro. Due milioni verrebbero recuperati  dalla parte non strutturale e quindi attraverso il taglio degli straordinari, la revisione degli integrativi e una maggiore flessibilità del lavoro. Rimangono quindi altri due milioni, che invece andranno recuperati proprio dalla parte strutturale del teatro: l’obiettivo è di ridurre il costo del personale. I sindacati si sono detti già da ieri  pronti al confronto: secondo la Cgil, «è importante che vengano date delle garanzie all’esodo». La Cisl, invece, mette dei paletti più evidenti: «bisogna fare un ragionamento sulla programmazione. Non ci possono chiedere che venga aumentata».
(Luisa Pampaloni)

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