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Coppie gay e il diritto alla vita familiare

Roma. La coppia omosessuale è «titolare del diritto alla vita famigliare» come qualsiasi altra coppia coniugata formata da marito e moglie. L’apertura nei confronti delle coppie omosessuali arriva dalla Cassazione che si è espressa sul caso di una coppia gay che aveva contratto il matrimonio nei Paesi Bassi e ne chiedeva la trascrizione nel nostro Paese.
Trattamento omogeneo
La prima sezione civile ha detto no alla trascrizione delle nozze celebrate all’estero, ma ha accompagnato la bocciatura con molte puntualizzazioni: a partire da quella che anche per le coppie gay devono valere gli stessi diritti - «trattamento omogeneo» - assicurati dalla legge a qualsiasi coppia etero, ad esempio nelle assegnazioni delle case. La Cassazione ricorda che «spetta al Parlamento individuare le forme di garanzia e di riconoscimento» per le unioni omosessuali e prende atto dell’evoluzione sociale: «Non si dimostra più adeguata alla attuale realtà giuridica, essendo stata radicalmente superata, la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per così dire naturalistico, della stessa esistenza del matrimonio».
Consultazione in Gran Bretagna
Il governo britannico ha lanciato una consultazione pubblica di tre mesi sui matrimoni gay. Il ministro dell’Interno, Theresa May, sostiene il disegno di legge che, prima delle elezioni del 2015, dovrebbe permettere agli omosessuali di unirsi in nozze civili. «Il governo - ha detto la May - andrà avanti nonostante l’opposizione della Chiesa anglicana e di quella cattolica».
 
(Metro)

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