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Una nuova specie umana scoperta in Cina

(FOTO di Darren Curnoe)
Una nuova specie umana? La storia evolutiva dell’uomo è a un bivio. Un team dell’università australiana del Nuovo Galles del Sud ha infatti scoperto in Cina dei sorprendenti resti umani risalenti ad un periodo tra i 14.300 e gli 11.500 anni fa. Sorprendenti perché sono i resti recenti che meno assomigliano all’uomo moderno. La scoperta è stata pubblicata dalla rivista Plos One.
In cosa differiscono?Da quanto emerso dall’analisi dei teschi e di altri frammenti ossei, gli “uomini della grotta dei cervi”, come sono stati ribattezzati dai ricercatori, differiscono dagli esseri umani moderni per le loro mascelle molto più sporgenti, per i loro molari molto più grandi, per le sopracciglie davvero sporgenti, i teschi più spessi, i nasi grandi e le facce regolari. Perché tanta differenza con l’uomo moderno?
«Potremmo trovarci di fronte ad una nuova linea evolutiva. O ad una specie umana moderna sconosciuta che, arrivata dall’Africa, non è riuscita a contribuire geneticamente alla vita nell’Asia orientale» ha spiegato al “Guardian” il team leader dei ricercatori, Darren Curnoe.
I ricercatori sembrano propendere per l’ipotesi della nuova linea evolutiva.  Il loro ragionamento, che ora dovrà essere confortato dalle analisi, è questo: «sappiamo che sono vissuti fino ad 11mila anni fa, periodo in cui le popolazioni vivevano a sud e più ad est. Questo suggerisce che devono aver vissuto molto isolati. E si potrebbe dedurre da questo isolamento che  non si siano incrociati con altre razze o che lo abbiano fatto in modo molto limitato» ha spiegato Curnoe al “Guardian”. Per ora, comunque, i resti rappresentano solo un grande rompicapo per i ricercatori.
(Metro)

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