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Onorevoli siciliani stipendiati in carcere Lo prevede una legge Cascio presidente

Finiti in carcere, con varie accuse, diversi onorevoli parlamentari siciliani continuano a percepire dalla Regione uno stipendio di circa 5 mila euro al mese. Una notizia che fa indignare i cittadini, soprattutto in un momento in cui, vista la crisi che attanaglia il bel paese, il governo Monti chiede continui sacrifici, lacrime e sangue.  A completare il quadro c’è poi Gaspare Vitrano (deputato regionale del Pd, sotto processo con l'accusa di concussione) che godrebbe anche di una diaria di 2.500 euro per le trasferte a Palermo: peccato, però, che al suddetto sia vietato il soggiorno in questa città.Sulla vicenda Metro ha intervistato il presidente dell’Assemblea Regionale (Ars) Francesco Cascio (nella foto lapresse).
Presidente Cascio, com’è possibile che ciò accada?Per quanto la questione sia delicata e comprensibilmente susciti un certo smarrimento, se si entra nel merito delle cose ci si rende conto che non è una scelta della Sicilia, dell’Ars o uno stato di fatto che ammette discrezionalità da parte mia come Presidente del Parlamento Regionale, né dipende dalla volontà del nostro Consiglio di Presidenza. La materia è regolata in via generale e, quindi non solo per la Sicilia, dal legislatore nazionale: noi non possiamo decidere autonomamente che un deputato sottoposto a misure restrittive della libertà personale non riceva alcun emolumento.
 
Ma la legge nazionale a cui lei fa riferimento (la n. 55 del 90) prevede (art.15) la sospensione dall’incarico per i parlamentari sottoposti a misure di restrizione della libertà personale. Ma dice pure che il deputato sospeso deve continuare a percepire un “sussidio alimentare” nella misura stabilita dal legislatore regionale.Sì, una legge regionale dispone che tale percentuale venga stabilita dal Consiglio di Presidenza del Parlamento Regionale Siciliano. Quindi sulla scorta di questo, il nostro Consiglio di Presidenza ha previsto la riduzione del 50% dell’indennità di base (che è circa 10 mila euro, e dunque a conti fatti arriviamo circa 5 mila lordi, e non ai 6 mila di cui parlate voi sopra). Ciò senza però corrispondere nessuna altra voce aggiuntiva in busta paga. Cioè solo il 50% dell’indennità parlamentare e nessuna altra voce (quindi nemmeno la diaria o il rimborso spese trasporto).Mi sfugge la “ratio” della normativa nazionale…È doveroso ricordare, innanzitutto a me stesso, che esistono in Italia tre gradi di giudizio e fino a quello di una, eventuale, condanna definitiva,  esiste e vige la presunzione di innocenza. Dunque, non vedo perché per i deputati che fanno della politica la loro professione non ci dovrebbe essere, come per chiunque eserciti il proprio lavoro,  un sostentamento economico, dal momento che l’attività politica è la loro principale fonte di reddito. In definitiva la compressione di diritti costituzionali (e su questo sono  intervenute anche diverse pronunce della Corte Costituzionale), oltre a essere una circostanza eccezionale prevista in ipotesi eccezionali, deve tener conto che fino a condanna definitiva qualsiasi individuo non può essere completamente privato dei propri diritti.E il caso dell’onorevole Gaspare Vitrano?È falso dire che questo deputato percepisce 2500 euro di diaria, perché ha la sola indennità parlamentare, poiché non l’Assemblea, ma una recente  sentenza del Tribunale di Palermo ha stabilito che Vitrano è deputato a tutti gli effetti, non incorrendo lo stesso, in atto, in alcuna ipotesi di sospensione prevista dalla legge n. 55 del 90. Quindi egli percepisce l’intera indennità parlamentare spettante a ogni deputato. Ciò nonostante, il Consiglio di Presidenza, tenendo conto della particolare situazione (divieto di risiedere a Palermo) ha adottato la soluzione di corrispondere allo stesso la sola indennità parlamentare, escludendo la diaria e qualsiasi altro rimborso speso legato al mandato parlamentare.Per lei tutto questo è normale?Come tutti viviamo un certo imbarazzo, ma l’appello va rivolto al legislatore nazionale, perché noi non abbiamo in radice competenza. Stiamo facendo la nostra parte e il segnale di buona volontà ai cittadini in questa legislatura si dimostra con la manovra di contenimento complessiva che abbiamo avviato dall’inizio a ora e che ha portato all’abolizione di molti privilegi e all’abbattimento di costi. Sul piano economico ricordo, altresì, che un ulteriore risparmio deriverà anche dalla riduzione del numero dei deputati da 90 a 70 e che, siamo i primi in Italia ad averla votata, con un nostro ddl che abbiamo varato con una volontà trasversale. Ovviamente noi ci siamo auto decurtati numericamente, ma ora dobbiamo attendere gli esiti del Parlamento Nazionale. Perché anche se noi abbiamo approvato il ddl voto, è necessaria una legge costituzionale per modificare il nostro Statuto regionale, che sin dalle origini, per volontà della costituente, prevede 90 deputati.Ma secondo lei cosa si può fare per eliminare questa “stortura” legislativa?È ormai nota la mia battaglia per abbattere costi e privilegi, dunque non posso che auspicare che intervenga il legislatore nazionale, perché ci sia modo di arginare nella realtà situazioni che appaiono paradossali, ma purtroppo finché la normativa è questa noi siamo chiamati  a gestire con gli strumenti che abbiamo e a rispettare la legge.
(Orietta Cicchinelli)
 

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