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L 8 marzo delle detenute dedicato a Rossella Urru Ancora angoscia in attesa del

 "Rivolgiamo un pensiero a Rossella Urru, una persona privata della liberta' per avere scelto di dedicare il suo impegno a quanti hanno bisogno di aiuto. Non c'e' luogo piu' simbolico per chiedere la sua immediata liberazione e non c'e' giornata piu' significativa per pensare a lei che purtroppo condivide attualmente con le detenute madri, mogli, sorelle, fidanzate una condizione di negazione della persona".
E' il concetto espresso dalla presidente del Consiglio regionale della Sardegna Claudia Lombardo e condiviso dalle donne detenute e dalle agenti della polizia penitenziaria del carcere di Buoncammino di Cagliari in apertura dell'incontro "Un sorriso oltre le sbarre" promosso dall'associazione "Socialismo Diritti Riforme" in collaborazione con la sezione cagliaritana della Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari.    
"La scelta di esprimere solidarieta' e vicinanza alle donne detenute - hanno detto Maria Grazia Caligaris e Paola Melis presidenti rispettivamente di SdR e Fidapa - non e' casuale. Nasce dalla volonta' di offrire un conforto affettivo a chi in questa giornata e' lontano dai propri familiari. Un segnale di attenzione e considerazione che intende attenuare il disagio e la disperazione tra queste mura".   
 A delineare lo stato detentivo delle donne detenute e' stato il direttore del carcere Gianfranco Pala. "L'universo femminile nelle carceri italiane - ha ricordato - rappresenta complessivamente circa 2.000 persone su 67 mila detenuti presenti nelle strutture. Cio' significa che le donne sono complessivamente piu' oneste degli uomini. A Cagliari sono un numero adeguato agli spazi disponibili ben lontano dal sovraffollamento che caratterizza invece la struttura nel suo complesso. Lo scarso numero di detenute tuttavia costituisce un handicap. Non e' infatti sempre possibile promuovere corsi di formazione e iniziative che possano offrire un futuro lavorativo dopo l'esperienza detentiva".    
Nel corso dell'incontro sono stati offerti alle detenute un kit con alcuni prodotti per l'igiene personale e una rosa rossa simbolo di passione che hanno condiviso con le agenti della polizia penitenziaria in servizio.    A Buoncammino si trovano 23 donne. Cinque sono italiane e sedici extracomunitarie, una rumena e una polacca. Due imputate e una appellante. Una concludera' di pagare il suo debito con la giustizia tra qualche mese. La piu' giovane e' polacca e ha 25 anni; la piu' anziana e' francese e ne ha 57.
(metro)
 

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