Spettacoli

Ennio Marchetto Venite nel mio mondo di carta per sognare

Roma–La passione per il teatro danza di Pina Bausch, per le coreografie di Martha Graham e per i loro spettacoli visuali e poi l’amore profondissimo per Marilyn Monroe e per uno dei film cult con l'attrice americana: “A qualcuno piace caldo”. Ennio Marchetto, trasformista italiano con 23 anni di carriera alle spalle, si è ispirato proprio alla celebre pellicola di Billy Wilder del 1959 per il suo show “A qualcuno piace carta”, firmato insieme a Sosthen Hennekam, in scena (ore 21) al Teatro Parioli, con la regia di Luigi De Filippo. (Repliche fino al 18). Nato a Venezia, ha iniziato facendo vestiti di carnevale con materiali poveri e da riciclo. L’idea per i suoi spettacoli? Venne da un sogno nel quale Marilyn Monroe gli apparve tutta vestita di carta. Il suo show è ricco di personaggi, quale il preferito? Sembro ripetitivo, ma è proprio Marilyn Monroe che in sogno mi ha suggerito il futuro. Adoro anche Monna Lisa e Lady Gaga, che è l’ultima novità, lo faccio da poco. Lei ha sempre grande rispetto per i personaggi che interpreta. Con la loro scomparsa ha smesso di sia di vestire i panni di Amy Winehouse, sia di Withney Houston… Sì, le ho tolte. La Houston la imitavo un po’ ubriaca quindi non mi sembra rispettoso. Lo farà anche per Lucio Dalla? Per ora sì, magari però lo riprenderò tra qualche settimana perché non è una performance offensiva, è simpatica. E’ uno dei miei numeri migliori.
Da New York ad Atene passando per Madrid, le isole Canarie e Abu Dhabi. Il suo spettacolo non ha confini, piace ovunque e ad un pubblico eterogeneo dai 7 ai 70 anni. Perché secondo lei? La forza sta nei personaggi che sono sia del passato che del presente. Se non ne conosci uno ne conosci altri. E poi svelo davanti a tutti il cambio da un personaggio all’altro solo girando un pezzo di carta. Lei si sente più apprezzato all’estero o in Italia? Non ci sono differenze anche perché in Francia faccio uno show metà francese metà internazionale, in Italia è metà italiano metà internazionale. C’è un mix di lingue e di canzoni. Com'è il futuro di Ennio Marchetto, di carta? Sì, la carta non l'abbandono. Spero di trovare nuovi personaggi e nuove soluzioni di forma e di grafica per lavorare ancora.
(Barbara Nevos)

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