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Treni Porte che si staccano Controlliamo le gallerie Intervista al direttore dell A

Roma. Sulle gallerie ferroviarie «è necessario un ulteriore sforzo di Rfi»: a più del 50% «manca la condivisione del piano di emergenza esterno». Il che significa: manca quel necessario coordinamento con vigili del fuoco, prefttura, in caso di incidente ferroviario. Alberto Chiovelli è il direttore dell’Agenzia per la sicurezza ferroviaria: nel rapporto annuale si evince che i treni italiani sono tra i più sicuri d’Europa, con ancora «molto da fare». Uno dei temi più caldi è relativo al trasporto merci. Dopo il disastro di Viareggio ci sono stati dei passi in avanti, ma restano alcune «criticità». Di che si tratta? Parliamo di scali merci e in particolare di merci pericolose. Per il trasporto su ferrovia di queste sostanze molte azioni sono state intraprese, il che ha consentito ad esempio di ridurre i casi di perdite del 75% rispetto al 2009. Un risultato apprezzabile, ma non del tutto soddisfacente. La nostra attenzione rimane alta nei centri merci, dove vengono movimentati i carri che trasportano merci pericolose. Siamo dovuti intervenire per ripartire compiti e responsabilità fra gli operatori sulla base del principio che diversi soggetti operanti anche in concorrenza tra loro, con sistemi di sicurezza autonomi, devono essere coordinati da un unico soggetto. Pertanto non può che esserci un unico Responsabile di scalo, individuato nel Gestore dell’infrastruttura. Intendiamoci, esistono già delle norme a livello europeo che prevedono una responsabilità piramidale al Gestore dell'infrastruttura ma che lasciano alla sua discrezione le modalità con cui farlo. Secondo noi le modalità scelte non erano pienamente idonee. Sulla rete ferroviaria gestita da Rfi ci sono 2000 gallerie di cui oltre 300 di oltre 1000 metri. A che punto siamo con i piani di emergenza? C’è anche un’inchiesta aperta dal pm Guariniello... In Italia abbiamo più del 30% delle gallerie con estensione superiore ai 1000 metri presenti nell'Unione Europea (con l'aggiunta della Norvegia).Questi numeri ci devono far riflettere sulla rilevanza che deve avere in Italia la sicurezza nelle gallerie. I piani di emergenza interni alle ferrovie sono stati predisposti e sono stati individuati i Responsabili interni. Manca però, ancora in oltre il 50% dei casi, la condivisione di questi piani con le Autorità locali (quello che si chiama Piano di emergenza “esterno”) ed è necessario un ulteriore sforzo promotore da parte di Rfi. Nel suo rapporto parlato di «elevata conflittualità» tra i 33 differenti operatori ferroviari. Che vuol dire? Le norme comunitarie richiedono la cooperazione fra gli operatori per la gestione della sicurezza, che attualmente risulta carente.  Ad esempio prendiamo il presidio sui centri merci: mentre gestore dell'infrastruttura e imprese ferroviarie non si trovavano d'accordo su chi dovesse fare il Responsabile dello scalo, chi controllava la sicurezza dello scalo? Dal rapporto emerge che anche i passeggeri adottano comportamenti imprudenti che mettono in pericolo in alcuni casi anche le loro vite.  Possiamo lanciare loro un appello alla prudenza e all’attenzione? Indubbiamente lanciamo un appello ai passeggeri che, come per ogni mezzo di trasporto (auto compresa), hanno l’obbligo di rispettare delle norme molto importanti anche nella circolazione ferroviaria. Sembrano cose banali, ma spessissimo non vengono rispettate e danno origine a incidenti anche molto gravi. Da evitare  comportamenti, spesso dovuti alla fretta o alla paura di perdere il treno, come tentare di salire o scendere dai treni in movimento o nella fase di chiusura delle porte. Ma non parliamo solo dei passeggeri. Spesso le vittime sono persone che attraversano le linee ferroviarie non in prossimità di stazioni ferroviarie. La raccomandazione principale comunque è rispettare gli avvisi sonori e la cartellonistica presente nelle stazioni ed evitare i comportamenti incauti. Stiamo cercando di sensibilizzare la gente a questi temi cominciando dagli studenti che spesso sono i protagonisti di queste brutte storie. (stefania divertito)
 SUL TEMA SICUREZZA, ECCO LA RISPOSTA DI FERROVIE DELLO STATO
Secondo l’Ansf sul fronte sicurezza le nostre Ferrovie migliorano, ma c’è ancora molto da fare. In particolare, in un anno ci sono stati 120 «anormalità ai treni Eurostar». Treni troppo vecchi o manutenzione carente? «Il parco veicoli non è vetusto - ci risponde Federico Fabbretti, capo ufficio stampa di Ferrovie - Gli Etr 600 sono in circolazione da 2-3 anni. I Frecciarossa da qualche anno in più. Ma i convogli sono sottoposti a continui interventi di upgrading. L'ultimo, per un investimento di circa 80 milioni di euro, riguarda tutti lgi interni, con la nuova configurazione in 4 livelli di servizio». E sulle anormalità: «Oltre un terzo dei casi segnalati da ANSF riguardano l’attivazione indebita di allarmi o segnalazioni a cui non corrispondeva poi una reale situazione di guasto. L’abbiamo evidenziato con una nostra lettera ad ANSF. In questi casi l’esperienza del personale, sempre in contatto con le sale operative, ha permesso il proseguimento del servizio senza alcun impatto. Per i restanti casi invece sono state già indicate le azioni correttive per risolvere le anormalità: modifiche ai piani di ispezione e manutenzione, migliorie ai componenti di bordo. In ogni caso le performance delle FRECCE (gli ETR) - misurate in termini di anormalità di esercizio e rapportate ai milioni di km percorsi - presentano negli ultimi anni un progressivo miglioramento, confermato anche nel corso del 2011 rispetto al 2010. Prendendo a riferimento, ad esempio, la flotta ETR500 del servizio Frecciarossa, nei primi otto mesi del 2011 Trenitalia ha registrato un decremento rispetto al 2010 di circa il 35% del tipo di avarie, causa di ritardi fino a 30 minuti, e del 15% di quelle che hanno provocato ritardi oltre i 30 minuti. Il miglioramento è ancora più sensibile se lo confrontiamo con il 2009, nel 2011 è stato registrato il 70% di anormalità in meno, a fronte di un maggior numero di chilometri percorsi alla velocità di 300 km/h».
Dal rapporto poi si evince che il numero di incidenti totali, però, è in aumento: «Leggendo tutta la relazione si percepisce che nel novero  ci sono anche le volazioni del codice della strada, ad esempio in corrispondenza dei passaggi a livello, che ad esempio nel 2010 sono 95 su 103 episodi. Gli incidenti più propriamente ascrivibili a malfunzionamenti, errori, guasti sono stati solo 8 nel 2010,  e tali valori pongono RFI in posizione di eccellenza in campo europeo e mondiale». (ste.div.)

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