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Daniel Radcliffe Harry Potter nei panni di un giovane avvocato

Cinema–Alcuni attori rimangono intrappolati in un personaggio che hanno interpretato per anni. Ed è molto difficile scrollarselo di dosso. Uno degli esempi più classici è quello di Sean Connery-James Bond. Daniel Radcliffe-Harry Potter incorre nello stesso problema, e benché invecchiato e protagonista di una ghost story rappresenta il difetto più grande di un film lineare e senza sorprese. “Woman in Black”, ambientato nei primi anni del '900, racconta infatti di un giovane avvocato londinese che per lavoro viene chiamato a risolvere una questione immobiliare in un paesino della provincia inglese. L'inquietante casa, non amata dagli abitanti del luogo, sembra tuttavia origine di strani eventi. Con questi presupposti, il lungometraggio di James Watkins di presenta come un film di un genere molto amato dalla mitica Hammer Film negli anni '60-70. C'è infatti una abitazione infestata da fantasmi, un'atmosfera gotica, e un mistero da risolvere da parte di un personaggio con un passato doloroso. Non è facile oggi però, in tempi di “Paranormal Activity”, rappresentare presenze con un tocco vecchio stile. E se l'elemento migliore del film è la fotografia cupa e livida, manca però qualcosa che crei reale incertezza nello spettatore, e questo qualcosa non può essere certo Radcliffe in lotta con se stesso per liberarsi dei propri fantasmi. (Mattia Nicoletti)
“Woman in black” (Drammatico)di James WatkinsCon Daniel RadcliffeCiarán HindsJanet McTeer

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