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Si stacca una porta in corsa su un Frecciargento a Chiusi Tragedia soltanto sfiorata

Un contraccolpo d’aria violentissimo, all’ingresso di una galleria, la portiera che si stacca dall’ottava carrozza e carambola sull’ultima, per poi finire la sua corsa sui binari. E’ questa l’incredibile avventura del treno “Frecciargento” sulla direttissima dell’Alta Velocità di lunedì sera. Partito alle 18.40 da Roma per Brescia, al km 144 (all’altezza di Chiusi, in Toscana) il convoglio ha visto il portellone staccarsi letteralmente dai cardini.
 «Lavoro sui treni da due decenni e non ho mai visto una cosa del genere» ha raccontato un ispettore della Polfer. Per due ore la linea dei treni veloci è rimasta bloccata per i rilievi degli agenti di polizia ferroviaria e dei tecnici di Fs. Solo dopo aver accertato l'assenza di feriti, il Frecciargento 9482 AV ha ripreso la marcia a passo d'uomo verso la stazione di Arezzo, dove tutti i passeggeri sono stati trasferiti su un altro treno. «Ma se tutti sono rimasti incolumi, è un miracolo» dicono dalla Polfer.
 Sul caso la Procura di Montepulciano ha aperto un fascicolo. Disfunzione alle guarnizioni o errore di montaggio della porta le ipotesi. Non è ancora chiaro cosa abbia fatto perdere la porta al Frecciargento. Ad aggiungere altre polemiche c’è il fatto che i primi a denunciare l’incidente sono stati i macchinisti dell’associazione “Ancora in marcia” e non Trenitalia. Anche Fs ha aperto una indagine interna per capire le ragioni tecniche dell’accaduto. «Il convoglio fu imbrattato da manifestanti No Tav» precisano da Trenitalia. «Ecco, questa è la conseguenza della politica di tagli indiscriminati» dicono dall’associazione “Ancora in marcia”. (valerio mingarelli)

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