Spettacoli

Denzel sociopatico in Safe House

Un  Denzel Washington così cattivo era anni che non si vedeva! Intelligente, lucido e, soprattutto, spietato. Vedere per credere l’action-thriller “Safe House” (nei nostri cinema dal 2 marzo) diretto da Daniel Espinosa, dove Denzel (che si incontra-scontra con Ryan Reynolds) è un superagente Cia, uno dei migliori in circolazione, almeno finché non tradisce l'Agenzia e tutti suoi amici. Ma c'è molto altro. Adrenalina da frenetico action e psicopatologia.
Denzel, com’è entrato nei panni di un sociopatico?Il regista mi ha dato dei buoni libri da leggere, uno dei quali era “The Sociopath Next Door”  che è diventato la mia bibbia e il testo a cui ho fatto riferimento per sviluppare il mio personaggio. Sentivo che Tobin era un sociopatico anche se sembra un semplice cattivo.
E chi è il “sociopatico della porta accanto”?Può essere chiunque e spesso non ce ne accorgiamo, anche perché  quando pensiamo a un sociopatico, immaginiamo un violento, ma la maggior parte di loro non lo sono. Vogliono però imporsi e manipolare gli altri. Ho costruito un gran bugiardo, un uomo capace di leggere nei volti delle persone, di scoprirne le debolezze  e dunque perfetto per la Cia.
Ma nel prossimo film diretto da Robert Zemeckis, si cambia registro?Sì, in “Flight” sarò un playboy che ama troppo l’alcol, nulla a che vedere con i tanti ruoli d'azione degli ultimi anni, in cui ho dimenticato che cosa significa avere una donna al fianco o lavorare con un bambino. silvia di paola

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