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Con Verdone Posti in piedi in Paradiso e risate sicure

«Ho fiducia nelle nuove generazioni perché le vedo più determinate, ma mi domando chi sarà ad allenarle in Italia». Carlo Verdone, presentando il suo film “Posti in piedi in Paradiso” (nelle sale dal 2 marzo), non può non fare una riflessione sull’oggi. «Siamo un Paese in grado di allenare e fortificare questi ragazzi? Il momento non è facile, viviamo in tempi schifosi – continua il regista – ma ho una fiducia assoluta nei giovani e ritengo che noi siamo in mano loro. L’Italia è un paese per vecchi». Sulla crisi economica Verdone aggiunge:«Certamente nel dopoguerra vi erano problemi maggiori ma c’era una spinta alla ricostruzione. Adesso siamo attaccati con lo scotch: basta che una Nazione traballi che si ha un effetto domino. Voglio pensare che questo periodo sia come tanti altri nella storia e quindi ce lo lasceremo dietro. Voglio essere ottimista». Un “allenatore” secondo Carlo (appassionato di calcio e tifoso della Roma da sempre) è essenziale per i giovani, perché “mancano figure autorevoli. Spero che la situazione si sblocchi tra un paio d’anni altrimenti l’Europa unita è un fallimento. Non possiamo vivere con i continui allarmi che arrivano dalle agenzie di rating o dall’Irlanda... È una follia. Sono tempi schifosi e quasi, quasi rimpiango altri tempi». A chi gli chiede di fare i nomi di un possibile allenatore della nuova generazione, il “mitico” risponde: «È difficile. Leggiamo ogni giorno sui giornali di un partito o un altro coinvolti in qualcosa... Che autorevolezza c’è nella politica?». A proposito del film Carlo Verdone, che ha incontrato la stampa a Roma, dice con la sua solita ironia: «Mi chiedono sempre: ma quanto ha fatto? E non più se un film è bello o brutto. Le commedie che fan ridere incassano, ma io continuerò a fare commedie che guardano alla realtà». Ed è proprio così nel suo ultimo lungometraggio dove tre padri squattrinati e separati s’incontrano e, senza conoscersi, decidono di andare a vivere insieme: sono Pierfrancesco Favino, Marco Giallini e Carlo Verdone nel film “Posti in piedi in paradiso” prodotto da Aurelio e Luigi De Laurentiis, che uscirà in 650 copie. Della commedia (ricca di drammi e fragilità, che si avvale di un buon cast, con Micaela Ramazzotti, Diane Fleri e Nicoletta Romanoff) il nostro aggiunge: «Questa è una semplice commedia, ma se aiuta a vedere l’inutilità dello scontro e della tensione per non traumatizzare i figli già mi sentirei contento, anche se non ho questa presunzione. Le liti e le tensioni ricadono sui figli. Attenti a non creare una generazione di disadattati. Il mondo occidentale ha già deragliato, se deraglia anche la famiglia è finita. E fa riferimento alla società odierna, in bilico tra spread e rating: “Non si puo’ vivere così – s’infervora il regista – è una follia. Il tema degli uomini separati e precari, molto presente nel film, è sentito da Verdone con tenerezza e solidarietà, lo confessa lui stesso. Per i ruoli femminili emerge, appunto, la già citata Micaela Ramazzotti. “Ci siamo tutti ‘verdonizzati’ sul set”, dice la Ramazzotti che interpreta una dottoressa che passa dal pianto al riso in maniera sexy. Entrerà tra le scene cult quella in cui l’attrice morde una zolletta di zucchero. Nel film Carlo Verdone è un ex discografico caduto in disgrazia che gestisce un negozio vintage di dischi in vinile. E, a proposito di musica, le colonne sonore sono firmate da Gaetano Curreri e Fabio Liberatori e saranno disponibili anche in cd. La pellicola è stata girata a Roma (alcune strade sono state ricostruite a Cinecittà) e Parigi. Verdone spiega così la scelta della capitale francese: «Lì hanno rispetto per il cinema, non come accade da noi, non suonano neanche il clacson. A Roma il cittadino è diventato insofferente e la città è rumorosa». (Orietta Cicchinelli)

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