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Napolitano saluta la Sardegna Basta ideologie

Le cento lettere di Margherita hanno compensato urla e contestazioni. E fatto tornare il sorriso sulle labbra del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo secondo giorno della non facile visita in Sardegna. Margherita ha 70 anni, ha scritto cento lettere a Napolitano per chiedergli di “liberare la Sardegna dalle persone disoneste” e ieri, ad Alghero, l’ha pregato di leggerne almeno una. Così ha fatto il capo dello Stato, dopo essersi avvicinato alla donna e averle detto che “cento lettere sono davvero tante”. Intanto, anche quella di ieri è stata una giornata non facile per Napolitano. Al suo arrivo a Sassari, un gruppetto di contestatori l’ha nuovamente fischiato e contestato («Buffone, buffone»), dicendogli persino di andarsene perché “non ti vogliamo”. Ma lui non si è scomposto: anzi, dall’auto col finestrino semiaperto ha salutato i contestatori e liquidato la questione dicendo che «le contestazioni sono fatti abbastanza limitati» e ribadendo che «la crisi non si risolve con le ideologie». E ha indicato come corretto l’atteggiamento degli industriali di Cagliari che, pur essendo "molto preoccupati" della situazione economica hanno scelto di «non contestare con grida piu' o meno futili». Dopo il convegno all’Auditorium Napolitano ha ricevuto dal sindaco Ganau il Candeliere d'oro speciale, e  dal rettore dell'Università di Sassari Mastino, il Sigillo dell'ateneo sassarese. Poi la visita al cimitero comunale per omaggiare i suoi predecessori Antonio Segni e Francesco Cossiga, e infine ultima tappa ad Alghero. Sara Panarelli

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