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Dietrofront della Rai sul canone tv per i pc

Roma. Poche righe per ammettere che il blitz è fallito, complice la rivolta della rete e l’ira delle imprese. La Rai precisa «che non ha mai richiesto il pagamento del canone speciale per il mero possesso di un computer collegato alla rete, di tablet e smartphone». Peccato che le lettere inviate a milioni di imprese e liberi professionisti sembrassero scritte apposta per provarci. La precisazione di ieri è arrivata dopo un «confronto» con il ministero dello Sviluppo Economico.«La lettera inviata dalla Direzione abbonamenti - rettifica la Rai - si riferisce esclusivamente al canone speciale dovuto da imprese, società ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori, ciò quindi limita il campo di applicazione del tributo ad una utilizzazione molto specifica». L’esplicitazione resta oscura: si parla dei monitor usati come tv? Quel che conta è l’esclusione del pagamento per il mero possesso dei non-televisori. «Ha vinto il buonsenso - commentano Federconsumatori e Adusbef - apprezziamo questo sussulto di ragionevolezza, ma si faccia chiarezza su computer, tablet e smartphone per evitare il ripetersi di episodi simili in futuro».
Contenuti & piattaforme
«Broadcaster attento all’evoluzione dei comportamenti di consumo degli utenti - spiega il sito dell’azienda - e all’evoluzione tecnologica delle piattaforme di distribuzione dei contenuti, Rai ha avviato numerosi progetti che permettono la fruizione su smartphone e tablet». Si spargono app per far vedere canali e tg (come da servizio pubblico) e poi si passa all’incasso? (Metro)

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