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Zola un destino tra Cagliari e Sassari L ultima bandiera dello sport sardo si raccon

Gianfranco Zola sognava il Cagliari fin da bambino, ma con la Torres nel cuore. Finì invece al Napoli, “perchè allora la Torres di Rubattu era una squadra satellite di Luciano Moggi”. Ultima bandiera del calcio sardo, Zola si è confessato in una lunga intervista a Repubblica. Partendo da “quei primi calci quando militavo nella Nuorese, nacqui prima punta per poi arrivare a giocare quasi sempre da seconda punta”. Zola ricorda anche l’amicizia tra Moggi e l’allora ds della Torres Nello Barbanera, che fu decisiva quando nel 1989 venne trasferito dalla squadra sassarese al Napoli. Non dice nulla invece di quel brusco addio con Cellino e il Cagliari, come fosse un argomento tabù. Dopo quella cavalcata trionfale in B con Reja in panchina e la successiva annata in serie A, quando i suoi gol rifilati alla Juventus fecero impazzire il telecronista Bruno Corda, impresa ancora cliccatissima su Youtube dai tifosi sardi sparsi per il mondo. Una carriera da calciatore  conclusa proprio con una splendida rete a Torino con la Juventus, e i complimenti di Fabio Capello. Da allenatore invece aspetta la grande chiamata. Tornando volentieri su un passato glorioso: “Il passaggio al Napoli, nell''89, fu un sogno che si realizzava. Come tutti i ragazzini sardi che tiravano calci a un pallone, il mio sogno era il Cagliari, ma mi avevano scartato più d´una volta per via del fisico minuto. Allora mi chiamarono per sostituire un grande coma maradona, al Napoli”. Quel Napoli che ora sfida il suo Chelsea.  Jacopo Norfo

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